Recovery Plan Italia: ecco quanto si investe sulla cultura

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Recovery Plan Italia

Recovery Plan Italia: qual è il ruolo che ricopre la cultura nel nostro paese? Citando testualmente il primo ministro Mario Draghi: “Nel Recovery Plan c’é il destino dell’Italia” ed a partire da tale assunto sorgono spontanei alcuni quesiti. In particolar modo, come sempre in questi casi, si deve redigere una scaletta delle priorità. Infatti, non tutti i settori possono vantare il medesimo grado di precedenza. Di conseguenza, si rende inevitabile disegnare uno schema “gerarchico”. Il primo ministro in occasione del suo discorso alla Camera dichiara che “la cultura ed il turismo sono due settori chiave per l’Italia”. Dunque, quanto si investe sulla cultura in Italia? In totale verrà stanziata una somma pari a 49,2 miliardi di euro, tuttavia la parte destinata a sostegno della cultura è nettamente poco esaustiva ad un primo impatto.

Recovery Plan Italia: qual è il ruolo della cultura nel nostro paese?

Nel piano di ripresa e resilienza nazionale, gli aiuti destinati al piano culturale sono inseriti in un contesto più ampio. Si tratta, infatti, dell’area settoriale che si indica con tale dicitura: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura“. Nello specifico, la linea definita per procedere con l’intervento si inserisce in un’ottica più estesa. Infatti, nello stabilire una strategia di azione in tale contesto, il nostro paese colloca la cultura ad un livello accessorio, se così si può azzardare. In altri termini, il concetto di cultura viene concepito come fondamentale sostegno al servizio del settore turistico. Il nostro patrimonio culturale è dunque funzionale all’industria del turismo che, senza ombra di dubbio, costituisce una delle principali risorse del nostro paese. Una risorsa che, nell’ultimo anno, ha subito una dura repressione, dalle gravi ripercussioni.

Gli obbiettivi preposti a cui mantener fede si traducono, pertanto, come segue: “promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura“.

La cultura come valore aggiunto al turismo

Il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) italiano mostra evidenti lacune. Per quanto concerne l’ambito culturale, in effetti, solamente la Francia pare abbia investito il denaro, con le idee perfettamente chiare, sulla cultura. Quel che viene a mancare è la definizione stessa del concetto di cultura che, nel nostro paese, pare assuma quella di valore aggiunto. Non che sia un’accezione negativa, tuttavia non è minimamente sufficiente a rendervi giustizia. Il “France Relance“, infatti, ad esempio, unisce fondi nazionali a fondi europei in modo che ingenti risorse siano di sostegno all’industria culturale ed ai relativi istituti. Inoltre, in primo piano vi è la promozione delle attività culturali e la ristrutturazione del patrimonio artistico e culturale. In Italia, tutti gli sforzi sono diretti a riabilitare il patrimonio culturale affinché sia un valore aggiunto all’attività turistica.

Dunque decade in secondo piano l’obbiettivo di promuovere le attività culturali come stimolo per vivacizzare le attività di inclusione sociale. Se può essere di consolazione però, è cosa buona e giusta sottolineare che non solo l’Italia è carente da questo punto di vista. Anche in altri paesi dell’UE come Spagna e Portogallo, i fondi stanziati non sono eclatanti.

Recovery Plan Italia: numeri e destinazione del denaro

Mario Draghi sostiene che è necessario agire con interventi mirati alla “valorizzazione di di siti storici e culturali, volti a migliorare la capacità attrattiva, la sicurezza e l’accessibilità dei luoghi“. Parlando meramente di numeri, pertanto, dei 49,2 miliardi complessivi sono 6,67 quelli destinati alla cultura. La somma in questione servirà principalmente a migliorare la qualità del sistema turistico “attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali“. Infine, scendendo ulteriormente nei particolari delle divisioni, di questo ammontare, 1,46 miliardi finanzieranno 14 progetti di tutela e promozione culturale dal nord al sud del nostro Bel Paese.