Recensione di L’imperatrice Sissi, di Erika Bestenreiner

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L'imperatrice Sissi, di Erika Bestenreiner

Ne ho parlato su queste pagine pochi mesi fa, in occasione della sua nascita il 24 dicembre 1837. Questa volta l’occasione è un libro: L’imperatrice Sissi, scritto da Erika Bestenreiner.

Per dire la verità, questa biografia non è una vera e propria biografia. Infatti non si concentra solo sul personaggio di Elisabetta in Baviera, la leggendaria Sissi. Questa è la storia di una famiglia, i duchi in Baviera, unita ad un’altra famiglia, quella degli Asburgo.

Il sottotitolo ci fa già capire cosa dobbiamo aspettarci di trovare. Storia e destino di Elisabetta d’Austria e dei suoi fratelli, dalla loro nascita fino alla morte, tra matrimoni, figli e a volte divorzi.

Come spesso capita, il prologo racconta della morte di Elisabetta, assassinata dall’anarchico Luigi Lucheni. Pare però che l’imperatrice non fosse la prima scelta dell’assassino, ma la seconda, dopo Enrico d’Orléans. Questi però aveva all’ultimo minuto cambiato i suoi programmi, e Lucheni aveva cambiato obiettivo.

La storia inizia con il matrimonio dei genitori di Elisabetta, il duca Max in Baviera e la duchessa Ludovica di Baviera. Un’unione quasi sempre infelice e ben poco azzeccata, ma che produsse otto figli. Luigi (1831), Elena (1834), Elisabetta (1837), Carlo Teodoro (1839), Maria Sofia (1841), Matilde (1843), Sofia Carlotta (1847) e Max Emanuele (1849). La scena si sposta poi all’incontro di Elisabetta con Francesco Giuseppe d’Asburgo, all’epoca già ventiquattrenne. Negli intenti, egli avrebbe dovuto sposare la di lei sorella, Elena.

Secondo l’autrice, lo scegliere la sorella minore al posto della maggiore fu uno dei più grandi errori di Francesco Giuseppe. La coppia era decisamente incompatibile, per di più Elisabetta odiava l’etichetta di corte. Odiava le intromissioni della suocera, e aveva quelle strane fisse e manie che tutti noi abbiamo imparato a conoscere.

L’anoressia nervosa, le diete ferree, l’ossessione per la giovinezza e la bellezza, la malinconia e l’infelicità costante che l’accompagnarono per tutta la vita, e che ebbe in comune con alcune delle sorelle. Dunque, per dirla con le parole della Bestenreiner, a Bad Ischl, dove si era svolto il primo incontro, Elisabetta si era trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Cosa che sicuramente si può dire anche per il giorno del suo assassinio.

Ma come detto, questo libro non segue soltanto la vita di Elisabetta. Percorrendo gli eventi e seguendo ciascun personaggio, ci fa conoscere le vicissitudini delle sorelle Maria Sofia e Matilde, l’una regina di Napoli e l’altra contessa di Trani. Il matrimonio morganatico di Luigi con una borghese, Henriette Mendel, dalla quale ebbe una figlia che fu la nipote favorita di Elisabetta. Le aspirazioni di medico e oftalmologo del duca Carlo Teodoro, le nozze felici seppur brevi di Elena con il principe Massimiliano di Thurn und Taxis. E quelle di Sofia Carlotta con il duca d’Alençon.

E ovviamente fa anche un passo avanti nel tempo, lungo gli eventi della Storia, con la discendenza di Elisabetta. Dalla morte della piccola Sofia (1855) alla morte dell’erede Rodolfo, nell’ormai famosa notte di Mayerling, in compagnia dell’amante Maria Vetsera. E le vite dei cugini, alcune avventurose, altre meno.

Il finale poi chiude il cerchio del racconto. Ritorna all’attentato a Sissi e riporta nei dettagli il ritorno della salma dell’imperatrice a Vienna. Segue i funerali e le reazioni delle persone che l’avevano amata. Primo fra tutti lo sposo, nonostante le difficoltà di comunicazione e una convivenza quasi inesistente.

In definitiva, il merito dell’autrice non è soltanto di raccontarci una parte della storia dell’Europa. Ma anche e soprattutto di presentarci personaggi che sembrano uscire dal libro con tutte le loro debolezze e punti di forza: per niente dissimili, insomma, da uno qualunque di noi.

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