Recalcati e la scuola: “Ammiro gli insegnanti in Dad”

Recalcati e la scuola, con le sue complessità, le riserve e la condizione della didattica sono i temi trattati dal professore.

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Recalcati e la scuola

La scuola è maestra di vita. Quante volte abbiamo ascoltato questa frase? Eppure negli ultimi tempi pare abbia perso il suo ruolo. I giovani non si sentono realizzati. Molti sostengono sia una caratteristica della loro età, perché, non avendo soluzioni ai loro problemi, tutto sfocia nell’incertezza. Ma sappiamo che la responsabilità riguarda il mondo degli adulti. Il professor Recalcati in un’intervista ha affrontato il tema della scuola. Con il suo potenziale e le sue criticità. Un tema che coinvolge e richiama alla riflessione tutti. Genitori, insegnanti e allievi. Sia piccoli che grandi.

Recalcati e la scuola: quale impatto ha avuto il Covid sui ragazzi?

I giovani sono la colonna portante della società, poiché rappresentano il futuro. E nel vuoto che li circonda, vanno alla ricerca di passioni superficiali, cercando di “costruire” loro stessi. “Loro sono stati i primi a credere che la vita avesse ripreso il suo corso normale. Non era loro compito frenare gli entusiasmi. Ma nessuna voce adulta si è alzata con forza per adottare di conseguenza le misure sanitarie necessarie. Anzi il Ministro della Salute aveva pronto per le stampe un suo libro dove raccontava come abbiamo sconfitto il Covid”. Ha dichiarato il professore. Dunque non si può non rimanere colpiti da questa immagine nitida, dettagliata e toccante, della realtà, descritta da Recalcati.

La DAD un rimedio contingenziale

La didattica a distanza si è trasformata in un treno lanciato a gran velocità sui binari della scuola del futuro. Un treno che rischia di deragliare per avere preso il binario sbagliato. Da modalità emergenziale, cui ricorrere per non interrompere la formazione degli studenti in questa situazione indotta dall’epidemia, è stata promossa a modalità ordinaria. Da assumere magari per imboccare la via virtuosa dell’innovazione. Anche quando cesserà quello stato d’eccezione che ne ha giustificato l’uso. Malgrado la buona volontà e la notevole capacità di reagire ad una circostanza eccezionale da parte dei docenti,ne risente sia la trasmissione del sapere sia la qualità dell’apprendimento. Giocoforza, se aspettiamo la normalizzazione della vita della Scuola per fare esistere la Scuola siamo perduti”. E’ il commento del professore.

L’importanza della scuola

Molti affermano che la scuola è la prigione della creatività e dell’immaginazione. C’è chi sostiene che non sia al passo con i tempi e sia antica. E chi invece ribadisce che nonostante la globalizzazione e Internet, le disuguaglianze sociali continuano negli anni a riprodursi. In questo senso la scuola continua a essere il campo di gioco di questa partita fondamentale tra l’avere successo nella vita e il non averlo. Questo non aiuta l’istituzione scolastica a recuperare il ruolo fondamentale che dovrebbe avere in società.

La dichiarazione del professore

Io spero che quello che è accaduto costringa innanzitutto i nostri governanti a non dimenticare il valore della scuola, della ricerca e della formazione. Il valore di un Paese si misura dalla centralità che in esso occupa l’esistenza della scuola. Anche in termini di investimenti naturalmente. Soprattutto in un tempo come questo dove il rischio che avvertiamo tutti è quello di non avere più futuro. Oggi il primo compito che ogni educatore deve perseguire è quello di costruire il futuro con quello che c’è adesso a disposizione, foss’anche la DAD“. Ha ribadito Recalcati.

Recalcati e la Scuola-Edipo, la Scuola-Narciso e la Scuola-Telemaco.

Edipo, Narciso e Telemaco sono le tre grandi figure mitologiche prese in prestito dallo psicoanalista milanese nel suo libro “L’ora di lezione: Per un’erotica dell’insegnamento”. E gli omonimi complessi, che associati alla scuola, si susseguono nel tempo. Recalcati racconta di una scuola-Edipo, quella antica, fondata sull’autorità del Padre e sul mito dell’obbedienza. Siglata da un patto generazionale tra insegnanti e genitori. Che alimenta nei figli moti di rabbia e conflittualità. La scuola-Narciso, quella contemporanea, secondo l’autore. E’ questa l’epoca della scuola come asilo sociale. Luogo di intrattenimento o di parcheggio dei nostri ragazzi. E la scuola Telemaco è quella che non cede alla tentazione della vittimizzazione. Il Telemaco omerico, non si limita a lamentarsi per quello che sta accadendo a Itaca a causa dell’assenza del padre.

Cambio di rotta

Affinché la scuola possa ritornare ad essere considerata importante, dobbiamo renderci conto del valore che ha nella vita. La scuola dovrebbe consegnare alle generazioni future le capacità di affrontare le sfide del nostro periodo. Pensando al bene comune, dell’intera società. “Questa grande crisi generata dalla pandemia non deve essere considerata una interferenza al processo di formazione ma come una sua parte costituente. Quello che dà forma alla vita è il reale del trauma. Compito della Scuola dovrebbe essere quello di integrare questo trauma nella didattica. In che modo? Per esempio mostrando che si può sempre fare qualcosa di generativo con quello che c’è. Testimoniando che il desiderio è più forte della paura, più forte della rassegnazione, più forte della tentazione torbida del vittimismo”. Ha infine concluso il professore.


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