Potere della percezione: l’immagine fa la differenza?

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La comunicazione è uno dei pilastri di un’azienda: che sia un sito web o un post, il mondo virtuale è ormai l’interesse comune e nessuno può farne a meno. Quante volte la percezione di un’immagine ci ha fatto cambiare idea su un prodotto? In questo articolo vogliamo parlarvi di un nuovo esperimento che potrebbe cambiare la prospettiva del marketing. Avete mai sentito parlare di realtà virtuale per le aziende?

Realtà virtuale aziende: di cosa si tratta?

Lo studio di cui vi stiamo parlando è stato condotto dallo scienziato alimentare Francisco Barbosa Escobar dell’Università di Aarhus in Danimarca. Insieme agli esperti di marketing Olivia Petit della Kedge Business School di Marsiglia, Francia, e Carlos Velasco della BI Norwegian Business School di Oslo, Norvegia. I ricercatori hanno esaminato qual è l’effetto che le immagini fanno su una persona. Qual è il loro potere? In primo luogo esse possono influenzare il modo in cui la gente percepisce la qualità di un prodotto e correlate ad approfondimenti sulla psicologia possono rivoluzionare il marketing nelle aziende.


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Realtà virtuale: lo studio

I ricercatori, prendendo come prodotto di studio il caffè, hanno deciso di esplorare se le origini dell’alimento possono influenzare la percezione della sua qualità nella mente dei bevitori. In particolare, si sono concentrati sul concetto di terroir, le caratteristiche speciali conferite al caffè dal terreno specifico in cui è stato coltivato. Gli esperti hanno esaminato l’effetto delle immagini sull’esperienza di bere caffè in tre esperimenti: il primo ha coinvolto settecentosettanta partecipanti non esperti del Regno Unito. Sono state mostrate immagini online e descrizioni di quattro diversi caffè speciali, scambiati da una società di caffè norvegese. La maggior parte ha valutato le fattorie come luoghi più adeguati rispetto alle città.

Secondo e terzo esperimento

Per il secondo e il terzo esperimento, lo studio ha utilizzato ambienti di realtà virtuale di Times Square a New York City e una fattoria in Kenya, cioè un’impostazione di controllo di una stanza bianca. Il secondo esperimento ha coinvolto centoquarantatré partecipanti non esperti reclutati tramite una piattaforma di studi comportamentali presso la BI Norwegian Business School di Oslo, in Norvegia. I partecipanti hanno annusato un campione di caffè macinato di qualità dal Kenya mentre attraversavano un’atmosfera di realtà virtuale. Quindi hanno valutato il caffè. Per il terzo esperimento, il team di ricerca ha coinvolto trentaquattro persone che erano professionisti dell’industria del caffè. È stato chiesto loro di assaggiare e segnare il caffè keniota mentre si trovavano nella stessa città e negli ambienti VR della fattoria utilizzati nell’esperimento precedente. 

I risultati

Tra il secondo e il terzo esperimento la differenza sta nelle conoscenze delle persone che hanno partecipato. I primi facendo riferimento solo all’immagine virtuale hanno percepito il caffè più dolce quando si trovava all’interno dell’atmosfera VR di controllo rispetto all’atmosfera VR della città. Ma in realtà non c’era nessuna differenza. Le cavie del terzo esperimento, invece, hanno esaminato attributi più oggettivi del caffè visto la loro preparazione. Quindi secondo gli studiosi un’esperienza di questo genere può portare i clienti a pagare prezzi più alti.