Manca ancora molto tempo fino alla scadenza naturale del contratto rinnovato dall’attaccante francese e, in un anno calcistico, accadono talmente tante storie, che il futuro, pur tutelato da contratti milionari, può essere considerato solo la fotografia di un presente nell’immaginario di ogni individuo.

Non si sa mai cosa può accadere, perché il destino di ogni calciatore è segnato dal proprio impegno e dalla capacità di riuscire ad emergere, sempre e comunque, dalle tante difficoltà che si incontra sul proprio cammino.

Come quelle che, all’inizio di questa stagione, sta affrontando il Real Madrid, squadra per la quale gioca da anni, ma che quest’anno, dopo la doppietta in Champions League e i campionati vinti dai tempi di Higuain, pare vittima di una caduta verticale e rovinosa, che induce a credere un pò tutti a ciò che inevitabilmente accade quando si vince così tanto: la fine di un ciclo.

Ma ciò che preoccupa maggiormente rispetto ai tanti successi dell’ultimo periodo è un ricambio generazionale, del quale, ad eccezione di Isco, giocatore vero e protagonista assoluto in tante partite decisive, si nota poco o niente, con gli altri giovani del vivaio considerati buoni calciatori e niente più.

 

Asensio, Theo, Ceballos, Llorente, Vàzquez, Nacho, sono tutto ciò che il club ha pianificato, per dare seguito ad un presente sempre più complesso e sempre più esigente.

Un’eredità pesante per quei ragazzi e soprattutto per i tifosi che, pur essendo appagati dai successi nazionali ed internazionali, non sono mai sazi di vittorie, ben consci della forza economica del club e delle sue potenzialità sul mercato.

Non è facile pensare di far vivere di rendita le svariate decine di milioni di tifosi in tutto il mondo e non è facile convincersi che quando non si vince bisogna rimettere la mano al portafoglio.

E allora Florentino Perez e la società possono, ovviamente, perdere un anno, ma non la faccia di fronte al pessimo inizio della Liga, perché il blanco della maglia è un candore di purezza e lindezza che va rispettato in tutto e per tutto, per evitare di alzare al cielo invece della maglia madrilena la bandiera bianca.

 

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