Razzismo a Buckingham Palace

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Razzismo Buckingham Palace

Razzismo Buckingham Palace: dopo la bufera scatenata dall’intervista di Megan Markle e del suo consorte, il duca Hanry, su presunte discriminazioni da parte della famiglia reale, con un atteggiamento di ostracismo nei confronti della stessa duchessa e del primo figlio in arrivo, oggi si è scoperto da un documento esclusivo del Guardian che Buckingham Palace ha negoziato in passato delle clausole per esentare la regina e la famiglia reale dalle leggi che vietano la discriminazione in base alla razza ed il sesso nel Regno Unito. Secondo il quotidiano britannico le clausole sono in vigore a tutt’oggi.

Rivelazioni che hanno fatto storcere il naso a mezzo mondo

I documenti rivelano anche che almeno fino alla fine degli anni ’60 “immigrati o stranieri di colore” erano esclusi da ruoli ufficiali a Buckingham Palace. L’unico ruolo riservato a queste persone pare che fosse quello di domestico. Non ci sarebbe dato sapere a ogni modo se questa pratica sia caduta in disuso. Alcuni documenti più recenti risalenti agli anni ’90 sarebbe comunque stato rilevato come soggetti appartenenti a minoranze etniche avrebbero ricoperto questo tipo di ruoli. 


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Razzismo Buckingham Palace: le parole di Meghan Markle

“Non volevo più vivere e non ho ricevuto alcun aiuto da parte loro […] nei mesi in cui ero incinta le conversazioni erano: ‘Non sarà garantita la sicurezza, non gli verrà dato un titolo’, e anche preoccupazioni e conversazioni su quanto sarebbe stata scura la sua pelle quando fosse nato”, bastano queste parole ormai note pronunciate da Meghan Markle per comprendere la portata della rivelazione dell’inchiesta portata avanti dal quotidiano inglese, che oltretutto ha rivelato come da alcuni documenti la famiglia reale britannica reale avrebbe aggirato per anni le norme relative alla discriminazione sulla base della razza e del sesso