Rapporto Censis 2019: italiani troppo legati agli smartphone, scuole più ambientaliste

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Rapporto Censis 2019: italiani sempre più dipendenti dallo smartphone.

Da un lato l’impossibilità di fare a meno dello smartphone, dall’altro una coscienza ambientalista che sta avanzando tra i giovani e nelle scuole grazie al «fenomeno» Greta Thunberg. In tutto questo, però, non bisogna dimenticare che in Italia è ancora in atto la cosiddetta «fuga dei cervelli» con diversi giovani che continuano a lasciare il nostro Paese alla ricerca di migliori e più concrete opportunità all’estero. E, infine, nonostante i numeri parlino di un incremento dell’occupazione, in realtà si tratta di una situazione ben poco augurante perché non porta reddito né crescita. Questo, in sintesi, è il risultato del 53° Rapporto Censis 2019 sulla situazione sociale italiana.

Partendo dall’ossessione per gli smartphone, i dati parlano chiaro: più della metà degli italiani controlla il proprio dispositivo mobile come prima azione mattutina oppure come ultimo gesto prima di addormentarsi. Dunque, il «primo e ultimo pensiero» è legato proprio ai telefoni cellulari. La crescente dipendenza dai telefonini è confermata anche da quanto emerso da una ricerca del 2018; nelle case del Belpaese ci sono più smartphone che televisori: al momento, infatti, i primi sono 43,6 milioni, mentre i secondi si fermano a 42,3 milioni. Guardando al computo medio per famiglia, si calcolano che per ogni nucleo ci siano 4,6 cellulari. Da non sottovalutare la «grande paura» che sta avanzando negli ultimi tempi, ossia quella di veder scaricare la batteria del proprio telefono quando ci si trova lontano da casa. E così il 25,8% degli intervistati ha ammesso che quando esce porta sempre con sé il caricabatterie.

Gli italiani non possono fare a meno degli smartphone.

Passando ad un ambito completamente diverso ma ugualmente importante, il Rapporto Censis 2019 ha messo in risalto la costante precarietà dell’occupazione in Italia. Anche se nel 2018 si è parlato di un incremento del lavoro, in realtà ci si è resi conto quest’anno che siamo di fronte a degli sbocchi occupazionali che non riescono a produrre reddito e nemmeno crescita. L’istituto di ricerca socio-economica ha rivelato che c’è stato un drastico calo di 867.000 occupati a tempo pieno, e di 1,2 milioni a tempo determinato. Il part-time involontario ha ottenuto un notevole rialzo soprattutto tra i giovani (+71,6%) a partire dal 2007. Poco edificante anche il dato relativo alle retribuzioni: a partire dai primi anni della crisi economica e fino al 2018, gli stipendi per lavoro dipendente sono calati di ben più di 1.000 euro all’anno.

Rapporto Censis 2019: giovani in fuga dall’Italia, studenti ambientalisti grazie a Greta Thunberg

La precarietà del settore occupazionale spiega perché non si stia affatto arrestando la fuga dei giovani dal nostro Paese per trovare condizioni socio-economiche nettamente migliori altrove. Soffermandosi sul Rapporto Censis 2019, si scopre che nel 2017 il 31,1% degli italiani emigrati all’estero di circa 25 anni era in possesso di una laurea, mentre ben più della metà apparteneva ad una fascia d’eta compresa tra 18-39 anni. La situazione è ulteriormente peggiorata tra 2013 e il 2017, quando a lasciare la penisola sono stati anche diversi diplomati (+32,9%).

Dati INPS: aumentano le domande di disoccupazione

Guardando alle regioni italiane che hanno perso il maggior numero di giovani con titoli di studio, davanti a tutti c’è la Lombardia che ha fatto segnare l’addio di 24.000 ragazzi qualificati, seguita da Sicilia (-13.000) e Veneto (-12.000). Il Centro-Nord è riuscito parzialmente a tamponare queste partenze con l’inserimento di risorse umane provenienti dal Mezzogiorno.

A proposito di giovani, dal Rapporto Censis 2019 si apprende come gli studenti si stiano interessando sempre di più ai problemi legati alla tutela dell’ambiente. Questa contingenza è legata soprattutto all’esempio dato dall’attivista svedese Greta Thunberg che, secondo il 73,9% dei dirigenti scolastici intervistati, è stata finora fondamentale nel risvegliare una coscienza ecologista tra i ragazzi. La maggioranza ha notato una crescente attenzione degli alunni alle tematiche legate alla lotta ad ogni forma d’inquinamento, mentre c’è una buona parte che dà vita anche a diverse iniziative per promuovere una nuova etica ambientalista in famiglia e tra i concittadini.

Greta Thunberg ha risvegliato le coscienze ambientaliste degli studenti.

I vari istituti scolastici stanno rispondendo a questa crescente sensibilità avviando nell’87,9% dei casi delle strategie volte all’ottimizzazione dei materiali di consumo, e nell’85,3% puntando al recupero e al riciclo dei rifiuti. Inoltre sono diverse le scuole italiane che, in nome di un’alimentazione sana, hanno abolito merendine, bibite gassate e snack preconfezionati, distribuendo al loro posto prodotti locali e cibi sani e genuini. Infine sono in aumento le strutture che non utilizzano più la plastica, fornendo agli iscritti delle apposite borracce da riempire presso dei distributori d’acqua installati proprio per questa finalità ambientalista.

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