Ralf Winkler: forme monumentali in pittura e scultura

Al Museo di Mendrisio la mostra dell'artista che ha ideato il progetto Standart

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Ralf Winkler
Mann Bewegung I (Uomo Movimento I) 1998 olio su tela 160 x 200 cm © 2021, ProLitteris, Zurich

A.R. Penck, alias Ralf Winkler, è tra i più importanti artisti tedeschi della seconda metà del Novecento. Insieme a altri pittori Baselitz, Lüpertz, Polke, Richter, Immendorff e Kiefer ha saputo esprimere le contraddizioni della Germania post-nazista. Utilizza un linguaggio originalissimo seppur concepito nelle forme espressive tradizionali, pittura, disegno e scultura. 


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Dove e quando ammirare le opere di Ralf Winkler?

La retrospettiva di Mendrisio presenta dipinti di grande formato, 20 sculture e una settantina tra opere su carta e libri d’artista. Visitabile fino al 13 febbraio ripercorre le principali tappe di un talento degli anni Settanta e Ottanta.

A.R. Penck e gli inizi nella DDR 

Nato a Dresda nel 1939, per decenni è attivo nella Germania dell’Est con opere di chiara ispirazione socialista. In opposizione all’Avanguardia, trasforma la funzione della pittura in un elemento in dialogo col sistema sociale e politico. Fino alla fine degli anni Settanta, tuttavia, espone raramente nell’allora DDR. A.R. Penck partecipa a mostre non in patria, ma in Svizzera, Paesi Bassi e Canada, riscuotendo ampi consensi. Nel 1972 espone a documenta 5 di Kassel chiamato da Szeemann. All’inizio degli anni Ottanta è tra  i protagonisti delle rassegne, “A New Spirit in painting” a Londra e “Zeitgeist” a Berlino. Paradosso della Germania divisa è proprio il fatto che la sua opera, sia riconosciuta e  apprezzata solo all’Ovest, e mai nella sua terra d’origine. 

Il concetto di Standart e i libri d’artista 

Nel 1980 dopo l’ennesimo contrasto con le autorità migra a Ovest. Al tempo A.R. Penck è considerato uno dei protagonisti della scena artistica mondiale e suscita interesse a New York. Jean-Michel Basquiat e Keith Haring lo ammirano per la pittura monumentale, capace di delineare la complessità del mondo con spontaneità e immediatezza. Nel 1984 è celebrato con una personale alla Biennale di Venezia. Nel 1988 la Neue Nationalgalerie di Berlino lo consacra definitivamente con una retrospettiva. Le fondamenta della sua arte risalgono alla fine degli anni Sessanta, con la  nascita del progetto Standart, tuttora inesplorato nella sua complessità. Come una sorta di avatar, simboleggia l’autocoscienza dell’artista: A.R. Penck porta avanti un progetto solitario, in linea con le idee del Bauhaus. Persegue la trasformazione della società moderna secondo criteri estetici.

A Mendrisio

La figura Standart identifica l’universo figurativo dell’artista e costituisce il punto di partenza della mostra del Museo d’arte Mendrisio. Saranno in evidenza per la prima  volta la coerenza strutturale del lavoro penckiano, dallo schizzo all’opera monumentale: una mimesi della natura. La sua  formazione scientifica, dalla filosofia alla cibernetica, lo porta a orientarsi al modello evolutivo ricercando nuove forme e tipologie figurative.

La pittura di Ralf Winkler

Negli anni Settanta, A.R. Penck attinge all’eredità dell’Avanguardia storica, da  Malevich a Kandinsky, fino a Picabia e Dalí. Mentre in Occidente la pittura moderna è ormai considerata un’esperienza conclusa, continua a percepirla come il risultato di un’azione collettiva. Innesca una prorompente evoluzione dell’immagine che si trasforma in sintesi  monumentale. La figura stilizzata è percepita unicamente come cifra stilistica, non come elemento di un elaborato sistema di  comunicazione. La sua pittura monumentale si riallaccia al genere storico, e alla rappresentazione simbolica, un intero bestiario di figure totemiche o animali arcaici. Il punto di forza dell’ultima fase della sua opera è però rappresentato dal Weltbild, l’immagine universale. Fino alla produzione della maturità, persegue l’idea di un’immagine visionaria che rappresenta in un’unica prospettiva la coralità del mondo. Lo fa privilegiando il medium pittorico, ideale per narrare l’epos della storia umana. 

Una scultura in bronzo al Museo di Mendrisio 

A.R. Penck figura tra i protagonisti della scultura dell’ultimo trentennio. Il suo primo gruppo plastico è costituito dai modelli realizzati con materiali poveri nell’ambito del progetto Standart. A metà degli anni Settanta realizza a colpi d’ascia sculture in legno. Dal 1984 si concentra sulla tecnica di fusione in bronzo, lavorando a diversi formati fino alla dimensione monumentale. Una sua grande opera in bronzo sarà collocata nel chiostro del Museo di Mendrisio. 

La fortuna critica di Ralf Winkler

Le retrospettive degli ultimi due decenni hanno fornito un’ampia panoramica sulla più importante produzione penckiana. Il Museo d’arte di Mendrisio intende presentare il percorso creativo dell’artista, in ambito culturale italofono attraverso le sue espressioni  multiformi. Un modo per fornire al pubblico gli strumenti per poter comprendere la struttura profonda del protagonista dell’arte contemporanea.