Raid aereo in Siria contro centri militari iraniani (il VIDEO)

Israele colpisce i centri militari iraniani e filoiraniani nella notte di Natale

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Raid aereo in Siria il giorno di Natale. Secondo le prime ricostruzioni l’attacco sarebbe stato ordinato dal governo israeliano. A suggerirlo le recenti dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu e il fatto che alcuni jet israeliani hanno sorvolato senza autorizzazione la zona poco prima dell’attentato. Anche se ancora non è stata fatta chiarezza.

Raid aereo in Siria: cos’è accaduto?

Il raid aereo in Siria è avvenuto poco dopo la mezzanotte del giorno di Natale. Più precisamente alle 00.04 come riferisce una fonte militare dell’agenzia di stampa siriana SANA. Il 25 dicembre le forze di Difesa aerea siriana hanno dichiarato di aver intercettato e colpito missili che potrebbero essere stati lanciati da Israele. Secondo le prime ricostruzioni jet F-16 israeliani avrebbero invaso illegalmente lo spazio aereo libanese per colpire sedi militari nella città di Masyaf, nel Governatorato di Hama a Ovest della Siria. L’attentato è riportato dall’agenzia russa TASS che cita una fonte della Difesa della Repubblica araba. L’azione sembrerebbe rispecchiare quanto asserito mercoledì dal primo ministro israeliano Netanyahu, che aveva promesso d’infliggere un colpo schiacciante a “chiunque cerchi di farci del male”. In particolare, si riferiva all’Iran in Siria e Libano.

Gli attacchi di Israele

Netanyahu aveva ribadito: “Continueremo a reagire contro i tentativi dell’Iran e dei suoi delegati di stabilire basi militari in Siria”. Prima di aggiungere: “Non scenderemo a patti sull’argomento”. Questo a conferma del fatto che Tel Aviv avrebbe colpito obiettivi iraniani “indipendentemente da dove si trovino in violazione di qualsiasi norma di diritto internazionale”. L’attacco della notte tra il 24 e 25 dicembre che ha attivato le difese aeree siriane è stato diretto contro alcune sedi militari nella città di Masyaf, a circa 37 km a Ovest di Hama. I missili sarebbero partiti dalla città libanese di Tripoli per poi raggiungere i loro obiettivi in Siria.

Raid aereo in Siria: discrepanza delle fonti

Fonti affidabili dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) hanno riferito che l’obiettivo fossero postazioni dell’esercito legate al presidente siriano Bashar al-Assad e dei gruppi filoiraniani. Inoltre, sarebbero stati colpiti anche i depositi di armi chiamati “Laboratori per la Difesa” e un centro di ricerca del governo di Damasco dove lavorano esperti iraniani. Come ha precisato lo stesso SOHR, la periferia di Masyaf è la sede di centri per la produzione di missili a medio e corto raggio, soprattutto nei villaggi di al-Zawi e Sheikh Ghadban. Questi sono stati i bersagli preferiti dalle milizie israeliane negli ultimi anni. Ad esempio, il 4 giugno 2019 ad al-Zawi gli israeliani avevano distrutto i depositi di armi e munizioni. Ma anche Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco, sono spesso presi di mira dagli israeliani.

Ci sono vittime del raid aereo in Siria?

Anche l’attacco di Natale ha prodotto vittime? Secondo l’Osservatorio sì. Infatti, il SOHR ha riferito che almeno sei persone sarebbero rimaste uccise nell’attentato. Tutte di nazionalità non siriana. Tuttavia, non ha spiegato se provenissero dall’Iran, dal Libano o dall’Iraq. E nemmeno se fossero membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) o di altri gruppi filoiraniani. Quanto alle vittime siriane, l’Osservatorio stima un bilancio in aumento nelle prossime ore per la gravità delle lesioni riportate. Anche secondo le fonti di Sputnik Arabic l’obiettivo sarebbe stato un centro di ricerca attaccato anche il 4 maggio. Tuttavia, queste informazioni non coincidono con quelle diramate dalle agenzie russe e siriane.

Informazioni divergenti

Le fonti russe hanno riferito che “l’esercito israeliano ha messo a rischio l’esercito russo durante gli attacchi missilistici sui centri di ricerca siriani” e riportato solo danni materiali. L’agenzia TASS che cita Almasdar News ha scritto: “L’aeronautica militare israeliana ha lanciato questa sera nuovi attacchi sulla regione occidentale della Siria, prendendo di mira un sito che ha più volte colpito in passato. Secondo una fonte del Governatorato di Tartous, le difese aeree siriane sono state attivate giovedì sera, quando un certo numero di missili sono stati lanciati da un aereo da guerra israeliano dallo spazio aereo libanese“.

Ulteriori dettagli

Secondo la stessa, “l’aereo da guerra israeliano ha lanciato diversi missili contro la struttura di ricerca scientifica nel distretto di Masyaf di Hama, provocando una serie di esplosioni nel complesso“. E aggiunto: “mentre le unità di difesa aerea dell’Esercito arabo siriano (SAA) sono state in grado di neutralizzare un certo numero di questi missili nemici, alcuni dei proiettili sono comunque riusciti a colpire il bersaglio previsto, con conseguenti danni materiali alla struttura di ricerca scientifica”. Senza citare vittime.

Il conflitto Iran-Israele

Come Hezbollah, l’Iran ha mostrato di sostenere Assad nel conflitto siriano iniziato il 15 marzo 2011 diventando il principale nemico del governo israeliano. Alleato con gli jihadisti contro la Siria, Israele ha sostenuto economicamente e militarmente gli estremisti islamici più radicali. Inoltre, ha ordinato centinaia di raid aerei nella regione mediorientale, soprattutto contro quei gruppi che riteneva una minaccia per i propri confini: l’Iran e i gruppi filoiraniani come i palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah. Basti ricordare l’attacco del 25 novembre scorso, quando aerei militari hanno attaccato alcune sedi militari siriane e gruppi affiliati a Teheran a Sud di Damasco e nella provincia di Quneitra.

Il governo di Israele

Infatti, il premier Netanyahu ha avvertito che Israele combatterà strenuamente i tentativi dell’Iran di radicarsi in Siria e che l’Air Force è pronta “in qualsiasi misura, in qualsiasi momento, in qualsiasi arena e contro qualsiasi bersaglio” per evitare che i suoi nemici sviluppino missili ad alta precisione. In varie occasioni nel corso degli anni Israele si è dimostrato risoluto nel bloccare l’espansione militare iraniana in Siria, ritenendola quasi una forma di auto-tutela. Secondo Israele, infatti, Teheran starebbe creando una base militare stabile in Siria. Così, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che “non esclude un attacco preventivo all’Iran” per impedirne lo stanziamento ai confini settentrionali di Israele. Soprattutto in prossimità di Siria, Libano meridionale e alture del Golan.

Il video del raid aereo in Siria

Il filmato mostra la difesa aerea siriana impegnata a intercettare la maggior parte dei missili. Al momento ancora si attende che venga fatta chiarezza sull’attacco imputato a Israele, dato che il premier Netanyahu non ha rilasciato alcun commento ufficiale. Anche se le sue precedenti dichiarazioni e il fatto che jet israeliani sorvolino lo spazio aereo dell’attentato senza autorizzazione lasciano poco margine di dubbio.

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