RAI: quali saranno le scelte di Mario Draghi?

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Il premier Mario Draghi deve decidere sul futuro della RAI. Entro la metà di luglio sceglierà il nuovo amministratore delegato. Draghi ha promesso che per le sue scelte non consulterà i partiti. La RAI si trova in una situazione drammatica: un debito alle stelle e il calo degli ascolti. Quali saranno le scelte di Draghi?

RAI: cosa farà Mario Draghi?

Il premier Mario Draghi si appresta a scegliere l’amministratore delegato della RAI senza consultare i partiti. Il premier ha fissato le nomine per la metà di luglio, promettendo appunto di non negoziare con i partiti. Alla politica lascia la scelta dei membri del Consiglio di amministrazione, anche se non è una concessione ma è previsto dalla legge. Tuttavia, le scelte di Draghi dovranno comunque ottenere la maggioranza di due terzi in commissione parlamentare di Vigilanza.

La decisone di Draghi di non negoziare con i partiti è dovuta al fatto che la RAI si trova in una situazione molto preoccupante. Il debito finanziario è di oltre mezzo miliardo di euro. Con queste premesse Draghi si troverà davanti a scelte difficili: ridurre, se non dimezzare le attuali 11 reti; ridurre il debito, le perdite, le direzioni; ridurre i prodotti commerciali nei palinsesti; investire sulla piattaforma di Raiplay, sulle sedi locali, sulla radiofonia; aumentare le produzioni interne; aumentare, nel prossimo biennio, il canone che adesso è di 90 euro. I soldi mancano così come le idee e Draghi dovrà cercare di risolvere una situazione quasi irrecuperabile. La RAI deve adempire a un compito: fare servizio pubblico e asciugare il debito pubblico.

Anche le altre reti sono in difficoltà

Non è solo la RAI a trovarsi in difficoltà. Il mercato televisivo è stagnante. Sky ha finito un ciclo con un piano di esuberi di 3 mila dipendenti. Mediaset ha frammentato l’offerta e si rinnova con prudenza. Tuttavia ha le statistiche migliori, al di spora del 32% di share, ma è anche la più esposta ai pericoli, troppo legata alla pubblicità e troppo piccola per competere all’estero. Deve cercare di crescere in Europa. La7 sta cercando di crescere su internet. La multinazionale Discovery beneficia della crescita di Nove, che è un canale generalista, ma ha un palinsesto meno vasto e vario di Canale5 o di Rai2.


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