Raggi blocca la mozione sul museo del fascismo

Raggi blocca la mozione sul museo del fascismo. La proposta presentata da alcuni consiglieri del M5s era quella di ricordare le atrocità del nazi-fascismo.

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Virginia Raggi blocca la mozione sul museo del fascismo a Roma, presentata da alcuni consiglieri del Movimento 5 Stelle, Gemma Guerrini e Andrea Coia La proposta aveva provocato, tanto malcontento e indignazione.

L’idea,contenuta nel testo della mozione 264/2020 presentata in Campidoglio, era quella di seguire l’esempio di alcuni Paesi del Nord Europa. Ricordare le atrocità del nazi-fascismo attraverso le testimonianze pubbliche a tutti. Ma questa ipotesi avrebbe potuto provocare una rievocazione in grado di produrre l’esatto sentimento opposto.

La proposta dei pentastastellati

Un ‘Grande museo sul fascismo’ per contrastare il fascismo.  Il testo chiede l’impegno della sindaca Virginia Raggi e della giunta a realizzare un polo museale collegato ad un centro studi di alto livello scientifico. L’intento è quello di raccontare tutti gli aspetti del regime fascista in maniera esplicativa, utilizzando anche le nuove tecnologie digitali.

Un luogo pensato per attrarre scolaresche di ogni ordine e grado d’Italia e d’Europa, di curiosi, di appassionati ma anche di turisti che abbia il valore catartico al pari di altre consimili realtà presenti europei.

I consiglieri chiedono anche di considerare la possibilità, come luogo di realizzazione del museo del film sul fascismo, uno dei siti di archeologia industriale di Roma. Nei giorni scorsi era stata trovata un’intesa 5 Stelle-Dem per riconvertire in un infopoint sulla Resistenza, l’ex sede Pci di via dei Giubbonari, dedicata al partigiano Guido Rattoppatore.

Contrari alla mozione

Il segretario del Pd Andrea Casu e il capogruppo Dem Giulio Pelonzi hanno dichiarato che richiederanno a tutte le forze politiche in Campidoglio di raddoppiare gli sforzi per promuovere e sostenere tutti i luoghi della città che custodiscono e tramandano i valori dell’antifascismo e la memoria della Shoah e della Resistenza.

Luoghi che illuminano il ricordo delle pagine più nere della nostra storia,come il Museo di Via Tasso,le Fosse Ardeatine la casa della memoria e il museo della Shoah che deve aprire il prima possibile a Villa Torlonia.

La protesta dell’Anpi

L’Anpi,aveva evidenziato la propria contrarietà ad un’iniziativa che non li aveva visti coinvolti. Perchè,come spiegato, non si prevede esplicitamente un museo sui crimini del fascismo, sull’esempio di quanto realizzato in Germania, ma semplicemente sul fascismo . E questo avrebbe potuto trasformarsi in un assist “per quanti non vedono l’ora di dimostrare che il fascismo ha fatto anche cose buone”.

Nella mozione si fa inoltre riferimento sia al nazismo che alla guerra fredda. Si arriva a citare il museo in Ungheria, che a Budapest, oscenamente, accomuna nazisti e comunisti,scrivono in un documento condiviso Anpi, Aned ed altre associazioni.

Raggi blocca la mozione sul museo del fascismo

Dopo le polemiche il M5s ritira la mozione: niente museo sul fascismo
Per tutta risposta la Sindaca aveva ribadito che “Roma è una città anti-fascista” sottolineando che “in merito” non dovesse esserci “nessun fraintendimento”. Una posizione che, al netto delle critiche ricevute, ha lasciato poco margine d’azione ai consiglieri pentastellati che avevano promosso l’atto.“

Mozione ritirata

Ne dà conferma anche Gemma Guerrini, la portavoce pentastellata che era stata la prima firmataria dell’atto. Dopo le critiche ricevute, soprattutto da parte dell’Anpi, il Campidoglio ha deciso di correggere il tiro. Oggi, in aula Giulio Cesare non si discuterà più dell’intenzione di realizzare un “grande museo di tipo storico didattico” che sia “collegato ad un centro studi di alto livello scientifico.“