E’ successo a Bari due giorni fa, il ragazzo a casa della sorella sua tutrice, ha avuto un crollo psichico e sensoriale, talmente forte e prolungato che è alla fine caduto dal balcone procurandosi una frattura del calcagno e una lesione all’occhio.

Cos’è un meltdown

Questo tipo di comportamento nell’autismo è chiamato melt down, termine associato spesso alla fusione nucleare. Il melt down arriva quando il carico di stimoli dal mondo esterno è troppo da sopportare, tale da non riuscire a gestire il caos sensoriale che ne deriva in modo ottimale. Il risultato sono comportamenti eccessivi e squilibrati, tentativi scoordinati di gestire e attenuare la confusione, che è sensoriale prima che psichica. La persona in preda ad un melt down, nonostante sia giudicata, da chi non è esperto nel settore, come intenzionale nel perpetrare violenza verso sé stessi o gli altri, non è collegata alla realtà e non ha intenzioni veramente criminali.

Se vuoi approfondire cos’è l’autismo e come riconoscere i primi segni leggi Autismo scoprire i primi segni.

Ciò di cui si avrebbe bisogno è solo di potersi calmare, riducendo luci, rumori, caldo o freddo eccessivo e altri stimoli sensoriali, in un ambiente il più possibile protetto. Il ragazzo in questione era sì circondato dai suoi famigliari, ma anche loro erano comprensibilmente spaventati, e non in grado di calmarlo. Stiamo parlando di un ragazzone di 25 anni e non più di un bambino.

Approfondisci le famiglie con autismo in Autismo genitori alla ribalta.

I tentativi di chiedere aiuto della famiglia al 118, alle forze dell’ordine e ai medici sono tutti stati vani. I medici volevano l’aiuto delle forze dell’ordine e le forze dell’ordine quello dei medici, ottendendo come risultato che nessuno per ore si è presentato alla porta. Quando lo hanno fatto l’ambulanza ha spaventato ulteriormente il ragazzo, che ha cominciato a colpirla ripetutamente, cosa che ha fatto andare via il mezzo vuoto, tra lo stupore attonito della famiglia.

La beffa ulteriore è arrivata quando alla ennesima telefonata la famiglia ha richiesto un TSO – Trattamento Sanitario Obbligatorio, e si è sentita rispondere che per questo necessitava dell’autorizzazione del sindaco, cosa impossibile essendo le 22.00 passate di sera.

Alla questione ha posto fine direttamente il ragazzo gettandosi dalla finestra. Il colpo lo ha tramortito quel tanto da permettere all’ambulanza di portarlo via.

Questa storia è agghiacciante da più punti di vista:

1- La poca conoscenza dell’autismo da parte dei medici e degli psichiatri. O per lo meno, conoscenza e servizi all’autismo ancora non sono gli stessi in tutta la nostra penisola;

2- La sconcertante fine dell’assistenza, e persino della diagnosi di autismo, allorché una persona diventa maggiorenne. E 18 anni è il momento in cui la presa in carico passa dai servizi di neuropsichiatria a quelli di psichiatria. L’autismo come tale viene da quel momento gestito solo come generica psicosi o disturbo psichiatrico non specifico;

3- Le famiglie sono abbandonate a sé stesse. Le terapie e l’assistenza, oltre a durare solo durante il periodo in cui si è minori, coprono solo le ore scolastiche, e qualche ora al pomeriggio. Le terapie comportamentali sono spesso a carico delle famiglia. Non esistono parent training – corsi per genitori per tutti o terapie che coinvolgano attivamente il genitore. Non sono cosi a portata di mano i terapisti specializzati per l’autismo adulti o psicologi dei traumi che possano accompagnare la solitudine di una famiglia. Le famiglie sono spesso sole a lungo, e senza essere degli esperti in materia.

Antonio Di Bello, coordinatore del 118 della Asl di Bari ha chiarito sull’accaduto, che un paziente in questo stato può essere pericoloso per sé e per i medici, difendendo quindi l’operato dell’ambulanza che ha lasciato li il ragazzo appena è diventato violento verso il mezzo. Il problema è che non sono poi ritornati con le forze dell’ordine, lasciando sola la famiglia. Chiediamo a gran voce: perché non esistono protocolli incrociati Soccorsi Medici/Forze dell’ordine per far fronte a questi casi che caldo aumentano. E chiediamo che le famiglie vengano supportate fattivamente.

Leggi altri sull’autismo: La normalità è un concetto statistico, Autismo: riconfermato il ruolo prevalente della genetica e Vaccini: pubblicato il rapporto 2018 di Aifa.

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