Raffaele Morelli incontra il suo pubblico a Catania

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Un incontro esclusivo con Raffaele Morelli quello che si è tenuto allo Sheraton di Catania giovedì 31 ottobre, e che ha registrato il pienone tra i partecipanti radunati dall’ideatore e ispiratore della conferenza il dottor  Salvo Noè.

Ad aprire la conferenza è stato proprio il dottor Noè, psicoterapeuta e scrittore, che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere anche attraverso le reti televisive nazionali. Conosciuto come lo psicologo del Papa per la sua amicizia con Papa Francesco,  ha dichiarato di aver “corteggiato” il dottor Morelli più e più volte negli ultimi anni al fine di farlo intervenire in uno dei suoi tanti incontri che ormai da anni il dottor Noè organizza  con il suo vasto pubblico. Incontri motivazionali in cui mette a disposizione degli altri tutta la sua esperienza professionale e tutte le sue competenze per aiutare  a raggiungere i propri obiettivi nonostante le battute d’arresto che la vita può riservarci.

“I codici della felicità” questo il titolo della serata che ha visto  protagonista indiscusso il dottor Raffaele Morelli il qualeper oltre due ore ha intrattenuto centinaia di uomini e donne con un discorso sui segreti della felicità.

“La vita è stata fatta per te, solo per te” esordisce così Raffaele Morelli invitando il suo pubblico a godersi questa esperienza con lui attraverso due semplici passi. Rimanere completamente in silenzio e accantonare le altre distrazioni per tutta la durata della conferenza. Morelli invita a distruggere tutte le nostre credenze poiché le credenze non sono altro che illusioni, ogni nostra convinzione distrugge il nostro futuro.

A proposito di ció introduce “l’asino d’oro” di Apuleio per parlare della favola di Psiche nel tentativo di spiegare che non si parla dell’amore, poiché il vero amore è destinato a durare  se rimane senza volto.

Il 90% dei  problemi della gente  dipendono dal fatto che ne parliamo, ci ragioniamo, insomma diamo  un volto ad ogni cosa che  crea sofferenza o disturbo. Secondo Morelli sarebbe bene non parlare mai di noi, non parlare mai di noi con nessuno e soprattutto  non parlare mai dell’amore con nessuno.

 “L’amore riguarda te e soltanto te, solo se non diamo un volto alle cose queste stesse  possono accadere, più ci facciamo un’idea più la protraiamo, non commentare mai con nessuno quello che ci accade”, dice Morelli. La conferenza del Dottor Morelli prosegue col dottore che spiega che quello che noi chiamiamo “problema” è  ciò che noi identifichiamo come tale, quello che noi chiamiamo “problema” è qualcosa che abbiamo scelto per dare il via  ad una lotta dentro di noi, perchè  siamo nati per lottare contro di noi, perché abbiamo bisogno di essere talvolta una parte talvolta l’altra parte. Il problema è che, non sapendolo, incominciamo una lotta spietata con quel lato di noi che non accettiamo se capiamo questo accade qualcosa di straordinario io e l’altra parte di me  stiamo insieme.

Durante la conferenza non mancano i riferimenti ad un altro importante filosofo del passato, Eraclito, il quale  diceva che  non bisogna cambiare il proprio carattere perché ciò  che facciamo rispecchia  ciò che siamo.

Il dottor Morelli, inoltre, invita a guardare i nostri demoni senza commentarli, “io non cerco mai di mandar via i disturbi dei miei pazienti e non cerco mai la causa li aiuto a far sì  che loro li conoscano, segui il tuo destino perché noi sappiamo che il signore del mondo ha  scelto te per fare quella parte lì”. Prima di concludere la conferenza il dottor Morelli ci ricorda inoltre che se vogliamo conoscere la felicità dobbiamo essere presenti alle cose che facciamo. Quando cuciniamo dobbiamo cucinare, quando ci  pettiniamo dobbiamo pettinarci, quando ci trucchiamo dobbiamo  truccarci. Il segreto della felicità è essere lì nelle cose che facciamo. Prima di congedarsi dal suo pubblico, infine, il dottor Morelli ci ricorda che per essere felici basta ricordarsi delle semplici regole. Una rosa è senza perché dunque non chiederti perché sei così, una rosa fiorisce senza un motivo, non bada a chi la guarda e non si guarda neanche lei.

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