Radio Maria: qui non c’è posto per la politica

Ecco cosa è stato detto a Salvini.

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Radio Maria

Radio Maria ha chiuso le porte in faccia a Salvini dicendo che non vi è spazio per nessun referendum o dibattito politico in una radio dove trovano posto solo le preghiere.

Le risposte del direttore di Radio Maria


Salvini sul ddl Zan: “Si è detto troppo, il resto in Parlamento”


Radio Maria non apre la porta a Matteo Salvini per sponsorizzare i 6 referendum lanciati in materia di Giustizia. Il leader della Lega aveva parlato di diffusione anche tramite la radio dei Cristiani. Il no all’entrata della politica nella celebre emittente è però decisiva e arriva dal direttore. “Salvini non ho mai avuto il piacere di vederlo dal vivo e neppure di parlargli, sia pure via telefono. Ogni mese gli faccio avere i messaggi della Madonna. Ha ritrovato la fede anche grazie alla Madonna di Medjugorje. Ma in questa radio niente politica […] A noi”, spiega Padre Livio, “interessano le anime da salvare e non i voti alle urne. Il vero referendum lo farà a suo tempo la Regina della Pace. Di questo referendum non so nulla. Non ho competenze particolari per parlarne”.

Quali sono le intenzioni di Salvini?

Il leader della Lega difende la scelta di affiancare i Radicali per la raccolta firme per sei consultazioni popolari: dalla separazione delle carriere dei magistrati alla legge Severino. La scelta di mettere insieme Lega e Radicali per la battaglia sui referendum sulla giustizia ha fatto storcere il naso a molti. Eppure il leader del Carroccio Matteo Salvini la difende e annuncia che è pronto a usare tutte le piattaforme possibili per diffondere il messaggio. “Per far conoscere i referendum mi appoggerò a radio Radicale, ma anche a radio Maria”. La Stampa ha fornito alcuni stralci del colloquio con il leghista sul tema dei referendum. “Anticipo la solita domanda che mi fanno tutti. Ma che ci fate proprio voi assieme ai Radicali? Semplice: diamo la parola al popolo. Il referendum è la forma più bella di democrazia diretta”.

Referendum per cosa?

I referendum vanno dalla separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, alla responsabilità civile dei magistrati, all’abolizione della legge Severino che stabilisce incandidabilità e decadenze. Per Salvini la raccolta delle firme tra luglio e agosto “è da pazzi, lo so. Ma mi piacciono i pazzi…”. E punta al voto in primavera, usando il referendum come uno “stimolo” e non contro la Guardasigilli Cartabia. “Se poi il Parlamento farà prima, bene. Vorrà dire che è servito. Altrimenti ci saremo noi a far rispettare la volontà popolare in Parlamento. Non permetteremo tradimenti”, aggiunge.