Quota 100 va in pensione? In arrivo la 101

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Dopo la bocciatura da parte dell’UE il Governo Draghi deve rivalutare l’età pensionabile ma non vuole tornare alla legge Fornero. INPS però lancia l’allarme: Quota 100 costa troppo. Varie le proposte sul tavolo del Ministro del Lavoro e del Ministro dell’Economia. L’unica certezza sembra che sia la riforma Quota 100 verso la pensione.

Cosa prevede Quota 100 per la pensione ora?

L’articolo 14 del decreto legge 4-2019, meglio conosciuto come Quota 100, prevede che possa richiedere la pensione chi ha, per esempio, 62 anni di età con 38 anni di contributi maturati. Ovviamente 62+38=100, ma le banalità è sempre meglio dettagliarle. Chi ha 60 anni e 40 di contributi versati può accedervi ugualmente, l’importante è che la somma sia 100. Questo decreto però ha una scadenza e il suo termine è la fine del 2021. Questo vuol dire che dicembre 2021 è il termine per presentare la domanda, non per usufruire del decreto. Le domande presentate entro la fine dell’anno verranno comunque processate anche se la procedura scavallerà nell’anno successivo. L’importante è avere i requisiti entro la fine dell’anno e fare la domanda, altrimenti Quota 100 andrà in pensione ma voi no.

Quanto è costato Quota 100?

Chi ha fatto questi conti all’INPS è ancora in prognosi riservata in cardiologia vista la carenza di fondi per le pensioni, ma a quanto pare comunque le spese per il Governo sono state meno di quelle preventivate. Perché? Sembra che a non tutti gli italiani sia interessato andare in pensione con questo sistema. Nel 2019 il 36% dei pensionabili non ha fatto richiesta. Poi nel 2020 la percentuale è arrivata quasi al 50%. Nel 2021, anno di scadenza e quindi prevedendo una corsa all’ultimo minuto, si stima che faranno richiesta massimo il 65% degli aventi diritto. Solo nel 2019 il decreto è costato agli italiani 2,6 miliardi, giusto per dare un numero significativo della portata di Quota 100.

Le possibilità sul tavolo del governo

Sembra un film Disney ma si chiama cosi: Quota 101 è una delle ipotesi. Ma qualcuno ha voluto nominare anche Quota 102. Ci si augura che non sia una gara a chi spara il numero più grande altrimenti ci toccherà citofonare alla Fornero, chiederle scusa e rimpiangerla. Praticamente si sta cercando di capire se aumentando di uno o due anni l’età pensionabile o gli anni di contributi il decreto diventa più sostenibile. I sindacati hanno lanciato l’idea ribattezzata Quota 41. La proposta è di dare la possibilità di andare in pensione a chi supera i 62 anni o i 41 anni di contributi indipendentemente dall’età. Il Governo l’ha già ritenuta costosa a meno che ai lavoratori non vada bene andare in pensione con un assegno un po’ più basso. Altrimenti si sta pensando di agevolare le categorie di lavori ritenuti usuranti con un altra idea denominata Quota 92… Insomma le idee sul tavolo sono molte ma la palla sembra sarà lasciata al Ministro dell’Economia che dovrà far quadrare la legge di bilancio.

E la Lega?

Salvini ha semplicemente dichiarato che bloccherà le autostrade con i tir se non si prorogherà Quota 100. Ma tanto non lo farà, altrimenti dovrà lasciare anche le poltrone che ha nella maggioranza per coerenza (questa sconosciuta). Poi ha aggiunto che si possono prendere i soldi dal Reddito di Cittadinanza piuttosto che bloccare il suo decreto. Ora, sicuramente il Reddito di Cittadinanza del M5S ha delle lacune da coprire e migliorare ma alla fine è anche lui stesso che ha votato a favore del Reddito di Cittadinanza, insieme al Movimento, mentre era al governo con loro. Detto ciò non vale la pena cercare una soluzione dove i soldi ci sono? Nessuno pensa mai a una lotta efficace all’evasione fiscale, per esempio? Si stimano più di 100 miliardi all’anno di evasione, quante pensioni si potrebbero pagare? Non vuole diventare un discorso qualunquista da bar, ma davanti a certi discorsi non si può rispondere altrimenti.


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