Quirinale: si accettano miracoli

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Quirinale: si accettano miracoli

Quirinale: si accettano miracoli. In questi giorni di politica convulsa, la storia infinita delle elezioni quirinalizie mette in luce i limiti dei partiti. Che sono nella loro maggioranza prigionieri delle pseudo-identità che si sono costruiti negli ultimi anni. E che per uscire da queste posizioni poco fruttuose non riescono a fare altro che avvilupparsi nell’ambiguità. La coerenza è una virtù difficilmente conciliabile con la politica. Che spesso sorprende per cinismo, disinvoltura, e trasformismo. Del resto tutte sublimazioni del relativismo. Nonchè della doppiezza e del situazionismo.

Quirinale: si accettano miracoli?

Non ne possiamo veramente più di vedere una votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica che, se non fosse in gioco il futuro del nostro Paese, sarebbe da liquidare con la definizione di “ridicola”. Così, leggo di Matteo Salvini che dimenandosi tra le orde di giornalisti assetati di notizie che lo inseguono da un po’ di giorni a questa parte, si arrocca sulla candidatura della Casellati. Proponendola con un atto di forza. “Consideriamo la unilaterale candidatura della seconda carica dello stato, peraltro annunciata a un’ora dalla quinta votazione, un grave errorePer il rispetto che si deve alle istituzioni, oggi esprimeremo un voto di astensione nella formula ”presente non votante”. Scrivono in una nota congiunta Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza al termine del vertice Pd, M5S, Leu. Di contro la sinistra non sa come contrastare i vari bullismi del fronte avversario.

Mattarella bis?

Ma nessun problema, dai suoi canali social Berlusconi invita a votare per Elisabetta Casellati. “Garantisco io sull’assoluta adeguatezza di Elisabetta Casellati per il suo nuovo ruolo super partes“. Nel frattempo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo immagino che “sorseggia il suo cocktail giallorossoverde“. Accolto dopo l’offerta di due habitué del bar di bassa lega della politica odierna, con quell’aria perplessa di chi sta cercando di capire se l’intruglio che sta bevendo gli piaccia. O che non meriti di essere gettato nel vaso della pianta malaticcia che si deprime in un angolo. Ma proprio non riesce a trovare una risposta a chi mai potrebbe, con un mix esplosivo ad alto tasso alcolico come questo, apprezzare lo sgargiante intruglio.


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