Quirinale: settima fumata nera

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L’ultima seduta dimostra la sconfitta totale per la politica. Garantita stabilità per il Paese, ma la politica resta incapace di trovare soluzioni. La settima fumata nera al Quirinale è la metafora di un Paese senza governanti.

L’ottava votazione alle 16,30

Mario Draghi dichiara che sia “Opportuno che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella resti al Quirinale “per il bene e la stabilità del Paese”.

Settima fumata nera al Quirinale e boom di voti per Mattarella

ll Presidente Mattarella ha ottenuto 387 voti, superando i 336 di ieri, seguito da Carlo Nordio che ne ha ottenuti 64 e Nino Di Matteo 40. Poi 10 voti sono andati a Pier Ferdinando Casini e 8 voti a Elisabetta Belloni. Sono state 61 le schede bianche.

Perchè si va verso un Mattarella bis?

Abbiamo assistito in questi giorni ad uno stallo delle trattative sull’elezione del presidente della Repubblica: si è bruciato un nome dietro all’altro e le forze politiche hanno dato al Paese un’impressione di dilettantismo di basso livello. Questa settima fumata nera è soltanto l’ultimo episodio a conferma di ciò.Tutti i capi di partito daranno l’indicazione sul nome, in vista dell’ottava votazione, ma in realtà non abbiamo ancora una conferma da parte del diretto interessato. La cosa ancor più grave è che la richiesta di un Mattarella bis sia arrivata dal “basso”, cioè dai delegati regionali dei Grandi Elettori, e non dai vertici di partito. Ci si è soffermati più giorni sulla candidatura di Silvio Berlusconi, poi la sfilza di nomi, poi ancora Salvini che ieri ha parlato di “nomi di donna” e oggi ci troviamo in questa situazione. Salvini adesso è lontanissimo da Giorgia Meloni e la destra è adesso come una piazza devastata dopo un bombardamento

Il governo Draghi e il Mattarella bis

Adesso cosa rischia il governo? Sicuramente la Lega, che è azionista di maggioranza del governo Draghi, si mostrerà sensibile all’atteggiamento di distanza adottato da Giorgia Meloni. Quale sarà l’atteggiamento della Lega nei confronti del governo? L’unico vero vincitore è Enrico Letta e il suo Pd, che sette anni fa hanno proposto il nome di Sergio Mattarella. Ci sarà un rimescolamento delle carte all’interno del governo? Ricordiamo che il nostro Paese vedrà nei prossimi mesi l’arrivo dei fondi Pnrr e il governo ha bisogno di una linea chiara sull’utilizzo dei fondi: l’attuale compagine di governo riuscirà a spendere il denaro nel migliore dei modi?

Le dichiarazioni di Enrico Letta dopo la settima fumata nera al Quirinale

Per Letta “Oggi si riparte con un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale”. Oggettivamente questo è un dato di fatto e “L’intero sistema politico-istituzionale si regge attorno al Capo dello Stato e al capo del Governo, che sono sopra la mischia”. E poi ha aggiunto: “Quel fragilissimo equilibrio retto attorno a due personalità straordinarie può essere modificato solo se c’è una intesa complessiva che tiene e, affinché ci sia, c’è bisogno della nostra logica del né vincitori né vinti. Questa logica per adesso ispira noi, ma non tutti gli altri. Altrimenti, il Parlamento ha una sua saggezza e mi sembra che si stia esprimendo. Assecondare questa saggezza è anche questa democrazia. Enrico Letta si mostra contento per la soluzione a cui si è giunti. Il vero vincitore è Enrico Letta: una settimana fa aveva detto “O Draghi o Mattarella“. Eccoci qui.


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