Quinto Ennio: il padre della letteratura latina

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Quinto Ennio è un poeta, scrittore e drammaturgo romano, tra gli inizi del 200 a.C. e la seconda parte del 100 a.C. All’epoca, il conflitto tra la lingua greca e latina, dove il letterato diffonde l’idioma latino, come linguaggio prevalente nel campo culturale. A fronte di ciò, l’imponenza della letteratura latina rispetto alla rivale in lingua greca. Alcune delle opere note dello scrittore: Annales, Scipio, Alexander, Achille, Praetextae, Ambracia, Euhemerus, Epicharmus.

Quinto Ennio chi è?

Il poeta nasce a Rudiae (città antica del Salento), il 16 luglio del 239 a.C. e decede a Roma l’8 ottobre del 169 a.C. Dall’odierna Puglia, Quinto cresce nelle differenti culture in diffusione all’epoca, di Greci, Romani e popoli italici. Di fatto, l’appartenenza di Ennio alla tribù antica dei Massapi e l’apprendimento delle conoscenze di tre lingue, ovvero: il latino, il greco e l’osco.

Nel 218 a.C. la Seconda Guerra Punica, dove la coalizione della Repubblica romana in unione ai popoli italici, si scontra con Cartagine ed alleati. Durante il conflitto bellico, la partecipazione militare di Quinto in Sardegna, con la vittoria dei Romani ed il predominio dell’area occidentale mediterranea. In seguito, il censore romano Marco Catone offre l’appoggio militare e politico ad Ennio nella Città Eterna, con la protezione di altri aristocratici.

Quinto Ennio: la carriera

A Roma, Quinto entra in contatto con i nobili e letterati illustri del periodo, tra cui: Publio Cornelio Scipione e Marco Nobiliore. Nel 189 a.C. Quinto segue il diplomatico romano Marco Fulvio nelle missioni belliche, in opposizione alla Lega etolica, nell’incarico di poeta sulle imprese del condottiero.

Tuttavia, emergono le contrarietà di Catone, nei confronti della cultura greca ed italica, in opposizione alla propria. Nello stesso periodo, la composizione del poeta romano dell’opera, dal titolo Ambracia, in cui elogia le gesta militari di Marco Nobiliore. Come reazione del politico Catone, un’offesa agli antenati, in quanto in conflitto con la moralità della civiltà romana.

Ciò nonostante, segue la decisione di Marco Fulvio dell’assegnazione della cittadinanza romana al poeta, con il dono di alcune terre. A tal riguardo, ecco una dichiarazione di Quinto: “Sono cittadino di Roma, io che un tempo fui cittadino di Rudiae”. A fronte di ciò, la nomina per lo scrittore romano, di capo del Collegium scribarum histrionumque.

Il pensiero e le opere

Nella realizzazione di componimenti lirici, epici o di tragedie, la rilevanza degli scritti e la ricerca di molteplici stili, che distinguono l’unicità letteraria latina, di Quinto Ennio. Dai contrasti tra cultura greca e latina, la capacità dello scrittore romano, di rafforzare e diffondere l’imponenza del linguaggio latino, in ambito letterario. Con la sperimentazione di differenti generi anche sconosciuti, la generazione di una nuova modalità di ricerca e rivisita di opere letterarie.

Ecco la fusione di frammenti ed elementi, che danno vita ai poemi dei popoli romani, greci ed italici nella versione latina, con una forma nuova. Gran parte delle opere letterarie comprendono scritti di natura epica, come Annales e Scipio. Attraverso il poema nazionale dell’Annales, un’opera che nasce in precedenza allo scritto di Virgilio, appunto l’Eneide. Una simbiosi culturale della medesima dimensione lirica, dove anche nel testo epico del poeta Virgilio, emerge la cultura latina, con le vicende del protagonista Enea.

Mentre Ennio narra la storia della Città Eterna, nelle sequenze annuali, in riferimento alla concezione greca e lo stesso avviene con Virgilio. In realtà, con Ennio la prima volta della scrittura del poema in esametri e la metrica di utilizzo di Omero, a cui segue la medesima procedura di modello lirico, per i successivi poeti. Per quanto riguarda le commedie e le opere drammatiche, si ricordano: Medea, Alexander, Andromaca prigioniera, Ecuba, Sabinae, Tieste, Telamone, Telefo, Achille, Saturae, Epigrammi, Pancratiastes ed altre.