Quinta ondata di femminismo: un augurio per il futuro

La quinta ondata di femminismo e ciò a cui auspica la società odierna.

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La settimana scorsa siamo giunti a parlarle della quarta ondata di femminismo, annunciando preventivamente che su di essa è tuttora in corso un dibattito; non possiamo dire altrimenti della quinta ondata di femminismo.
Non a caso, c’è chi non considera l’esistenza di quest’ultima, se non come un augurio per il futuro.

Quinta ondata di femminismo: dov’è il confine?

Come detto nei precedenti articoli, il confine tra un’ondata di femminismo e la successiva, è segnato dal raggiungimento di determinati obiettivi. Facciamo un tuffo nel passato: la prima ondata femminista, termina all’incirca dopo il secondo dopoguerra. Perché? Beh, fondamentalmente perché era riuscita nei suoi intenti.

Donna verso quinta ondata di femminismo

Le donne, finalmente potevano votare e stavano cominciando ad la dovuta importanza anche dal punto di vista legale. Dunque, ecco che il cambio d’epoca segna l’inizio della seconda ondata femminista. Da questo momento in avanti, la lotta prende una piega diversa.
Di fatti, non è più sufficiente un riconoscimento puramente legale e burocratico.

Le femministe della seconda ondata lottano per essere finalmente considerate esseri viventi, umani. Ecco quindi che cominciano a crollare gli stereotipi di genere e i relativi ruoli imposti dalla società. Non dobbiamo inoltre scordarci che proprio in questo periodo, inizia a prendere piede la battaglia contro la violenza sulle donne, fenomeno già allora diffuso in maniera allarmante e scioccante.

Possiamo considerare queste prime due ondate di femminismo decisamente separate fra di loro, poiché diverse in merito a obiettivi, ideali e metodi di comunicazione.
Non possiamo dire lo stesso riferendoci alla terza ondata femminista. Non a caso, sebbene quest’ultima sia riconosciuta come periodo storico a se stante, alla sua alba la gente aveva la sensazione che in realtà la precedente ondata di femminismo, dunque la seconda, non era mai realmente finita.

Questo perché, alcune obiettivi prefissati dalle femministe della seconda ondata, non si erano realizzati. Bisogna però considerare che la posta in gioco era estremamente alta: non era di certo possibile combattere alcune battaglie secolari, come quella della violenza domestica o l’abuso sessuale. Oggigiorno, sappiamo che la lotta è ancora aperta.

Arriviamo dunque al nostro punto focale: la quarta ondata femminista è da considerarsi quella corrente. Perché, allora, possiamo parlare di una quinta ondata?


Cos’è e cosa non è il femminismo


Parola d’ordine: inclusione

Volete sapere la vera novità che caratterizza questa quinta ondata di femminismo? Bene, allora tenete bene a mente questo termine: inclusione.
Fin dagli albori, il femminismo è sempre stato un movimento creato per le donne, insieme alle donne. Invece, la rivoluzione nel momento in cui il femminismo parla agli esenti dalla categoria, dicendo: “Ehi, venite dentro. Unitevi”.

Potrebbe sembrare solo un fattore di convenienza. Poiché certo, l’unione fa la forza. Siamo sicuri, però, che si tratti unicamente di questo? D’altronde, il fine del femminismo è sempre stato la diffusione dei diritti umani. Ricordiamoci che essere femministi non significa considerare la donna superiore all’uomo, bensì riconoscere la parità dei generi.


Il femminicidio non è un omicidio qualsiasi: perché?


Nel momento in cui maschi e femmine hanno pari diritti e doveri, essi hanno di conseguenza anche pari dignità. Dunque, un uomo che si unisce alla lotta femminista non compirà solo il bene altrui, bensì anche per se stesso.
Pensiamo ad esempio a tutte quelle volte che non ci è consentito esprimere il proprio essere poiché troppo stereotipato.

Quante volte diciamo ai bambini o ragazzi maschi di non piangere “perché è roba da femminucce“? Beh, potrà sembrare una banalità, ma ricordiamoci che l’origine delle discriminazioni e delle violenze va ricercato proprio nelle piccole azioni.

Dunque, possiamo affermare che la quinta ondata di femminismo è, più che altro, un augurio per il futuro. Un futuro nel quale gli uomini e le donne lotteranno le une per gli altri e viceversa.
Nel quale un uomo potrà definirsi tale a prescindere da ciò che indossa. Nel quale una signora non dovrà mai più ritrovarsi a scegliere tra carriera e famiglia. E non verrà mai uccisa in quanto donna.