Ronald Reagan, quarantesimo presidente americano, morì il 5 giugno 2004 nella sua casa in California.

Sono passati quindici anni dalla morte di Ronald Wilson Reagan, presidente degli Stati Uniti dal 1981 al 1989 e fautore di una serie di accordi con l‘Urss che portarono alla fine della Guerra Fredda.

Nato il 6 febbraio 1911 a Tampico, in Illinois, era figlio di un venditore ambulante e di una donna di origini europee. Dopo aver lavorato come bagnino, nel 1932 si laureò in scienze sociali e venne in seguito assunto come giornalista sportivo da alcune emittenti radiofoniche americane.

“…come può un presidente non essere attore?”

A partire dal 1937 ebbe inizio la sua carriera di attore cinematografico e, nonostante l’abbia interrotta per alcuni anni per partecipare alla seconda guerra mondiale in qualità di ufficiale dell’ aeronautica americana, alla fine della sua carriera di attore poté vantare la partecipazione a più di cinquanta film. Tra le pellicole più famose, ricordiamo “Delitti senza castigo”, considerato dallo stesso Reagan il suo miglior film, “La regina del far west” del 1954 e l’ultimo film a cui prese parte “Contratto per uccidere” del 1964.

Ronald Reagan con Ann Sheridan in una scena del film “Delitti senza castigo” (1942)

Nel 1944 sposò l’attrice Jane Wyman, che cinque anni più tardi vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista con il film “Johnny Belinda”, diretto dal regista Negulesco. Dopo aver divorziato dalla Wyman, dalla quale ebbe una figlia, Maureen e con la quale adottò un bambino, Ronald Reagan convolò a nozze con Nancy Davis, anche lei attrice, con la quale rimarrà tutta la vita.

Dopo essere entrato in politica, sostenuto da alcune grandi aziende americane, negli anni Sessanta Donald Reagan sostenne la campagna elettorale del candidato repubblicano alla presidenza Barry Goldwater e, nel 1966 vinse le elezioni a governatore della California, venendo rieletto anche quattro anni più tardi.

“…Nessun arsenale e nessun’ arma negli arsenali del mondo e’ cosi formidabile quanto la volontà e il coraggio morale degli uomini e delle donne liberi…”

Nel novembre 1980, dopo aver ottenuto la nomination dal Partito Repubblicano per la presidenza americana, sconfisse il presidente uscente Jimmy Carter, divenendo il quarantesimo presidente degli Stati Uniti. Non appena Reagan diventò ufficialmente inquilino della Casa Bianca, nel gennaio 1981, gli ostaggi dell’ambasciata statunitense a Teheran, rapiti nel novembre precedente da un gruppo di studenti islamici, vennero rilasciati, ponendo fine a una diatriba con l’Iran durata tre mesi. Nel marzo successivo, il neoeletto presidente, mentre usciva dall‘Hilton hotel di Washington, dopo aver tenuto un discorso, fu vittima di un attentato. John Hinkley, cittadino del Texas di venticinque anni, sparò alcuni colpi di pistola colpendo il presidente, che in seguito venne operato d’urgenza per la perforazione di un polmone e ferendo gravemente due poliziotti e James Brady, portavoce del governo che a causa delle ferite fu costretto alla sedia a rotelle. Rientrato alla Casa Bianca dopo una breve convalescenza, Reagan si occupò di politica interna, attuando alcune riduzioni fiscali a sostegno delle imprese americane. In politica estera si distinse per l’invasione di Grenada, nel 1983, messa in atto per evitare che il governo militare appena insediato potesse favorire l’Urss, diventando una minaccia per gli Stati Uniti. Nello stesso anno decise di intervenire in Libano con una missione di pace dopo l’invasione del paese, nel 1982, da parte delle truppe israeliane.

Ronald Reagan viene portato in auto dalla scorta dopo essere rimasto ferito nell’attentato di Washington

A seguito delle nuove elezioni presidenziali del 1984, Ronald Reagan venne rieletto alla Casa Bianca dopo aver ottenuto una vittoria schiacciante contro Walter Mondale, candidato democratico e vicepresidente durante l’amministrazione di Jimmy Carter.

” …Segretario generale gorbaciov, se lei cerca la pace, se cerca la prosperità, se cerca la liberalizzazione per l’unione sovietica e l’europa dell’est: venga a questa porta. signor gorbaciov, apra questa porta. Signor gorbaciov, abbatta questo muro…”

I rapporti con l’Unione Sovietica, deteriorati negli anni precedenti a seguito dell’adozione da parte del governo di Washington, nel 1983, di un nuovo programma di difesa strategica spaziale (SDI), con lo scopo di difendere il proprio territorio da eventuali attacchi nucleari, migliorarono a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Nel corso di alcuni incontri tra Reagan e Gorbaciov, presidente di un’Unione Sovietica ormai prossima al collasso, venne firmato un importante trattato per l’eliminazione degli Euromissili schierati in Europa, inaugurando la distensione dei rapporti Usa- Urss.

Reagan e Gorbacev all’incontro di Reykjavìk

Nel 1986 il presidente americano decise di intervenire contro la Libia del dittatore Gheddafi. L’anno precedente infatti, alcuni terroristi sostenuti dal regime di Tripoli si erano resi responsabili di attentati presso gli aeroporti di Roma e Vienna e del dirottamento di un volo egiziano. Nel corso di una serie di attacchi di rappresaglia effettuati dalla Us Air Force nel marzo 1986, alcune navi della marina militare libica di stanza nel Mediterraneo vennero affondate. Dopo qualche giorno, come ritorsione verso l’attacco aereo subito, i libici fecero scoppiare un ordigno in una discoteca di Berlino ovest, provocando tre morti e centinaia di feriti e costringendo il presidente Reagan a ordinare una serie di bombardamenti a Tripoli che colpirono anche l’abitazione di Gheddafi che però riuscì a salvarsi e a scappare.

“…CI SONO INSULTI PEGGIORI CHE ESSERE DEFINITO UN SOGNATORE…”

L’esperienza di Ronald Reagan alla Casa Bianca terminò ufficialmente nel gennaio 1989, quando il suo vice, George H. W. Bush, eletto il novembre precedente, divenne presidente. L’altissima popolarità e l’appoggio del popolo americano, che durante i suoi due mandati lo sostenne sempre, consentirono a Reagan di ottenere brillanti risultati sia in politica interna, con importanti riforme economiche e fiscali, sia in politica estera, con la distensione verso l‘Urss, che pochi mesi dopo si dissolse.

Nel 1994, Reagan annunciò di essere affetto dal morbo di Alzheimer, e, dopo essersi ritirato dalla vita pubblica, si stabilì in California dove morì il 5 giugno 2004.

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