Questione del ddl Zan: chi risponde al Vaticano?

Ecco gli interventi da parte dei politici in riferimento alla modifica richiesta dalla Chiesa.

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Questione del ddl Zan

Sulla questione del ddl Zan ci si sarebbe aspettata più prontezza nel rispondere da parte di Draghi e della sua squadra politica. Un riscontro è però comunque arrivato.

Cosa dice Draghi sulla questione del ddl Zan?


Violazione del Concordato? Il silenzio di Draghi


Il presidente del Consiglio è intervenuto sulla legge contro l’omotransfobia e l’ingerenza dimostrata dal Vaticano nelle attività del Parlamento. La Santa Sede ha chiesto all’Italia di modificare il disegno di legge contro l’omotransfobia, già stato approvato alla Camera e ora è fermo a Palazzo Madama, impugnando l’articolo 2 del Concordato del 1984. Il presidente del Consiglio, però, ha voluto ricordare che “il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per rispettare gli impegni internazionali, tra cui il Concordato. Ci sono controlli preventivi nelle commissioni parlamentari. Ci sono controlli successivi della Corte costituzionale”.

L’intervento di Draghi

L’intervento di Draghi, anticipato ieri dallo stesso premier, è arrivato al Senato. La questione era stata accennata dal senatore democratico Alessandro Alfieri, seppure senza interpellare direttamente al premier. Draghi però non ha sviato: “A proposito della discriminazione. Mi soffermo sulla discussione di questi giorni in Senato, senza voler entrare nel merito della questione”, ha detto appunto rispondendo al senatore Alfieri. “Il nostro è uno Stato laico, non confessionale. Il Parlamento è sempre libero di discutere e di legiferare”, ha proseguito Draghi. Il presidente del Consiglio ha quindi citato una sentenza della Corte costituzionale: “La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, è tutela del pluralismo e della diversità. Il governo non entra nel merito della discussione. Questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo”.

Cosa hanno risposto le altre forze politiche sulla questione del ddl Zan?

Dalla Lega, la forza che più di tutti ha attaccato il ddl Zan, Matteo Salvini plaude all’intervento della Santa Sede: “Bene, ringrazio il Vaticano per il buonsenso”. Di prima mattina è il leader del Pd, Enrico Letta, a dichiararsi pronto a una riflessione. “Noi sosteniamo la legge, ma naturalmente, siamo disponibili al dialogo”, queste le su parole. Poi Salvini invita Letta per un incontro: “Vediamoci anche domani, per garantire diritti e punire discriminazioni e violenze, senza cedere a ideologie o censure, e senza invadere il campo di famiglie e scuole”.

Fratelli d’Italia

Intanto “Fratelli d’Italia conferma la sua ferma opposizione in Parlamento contro il ddl Zan”, dichiara la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “È una proposta liberticida che punta a punire con nuovi reati d’opinione chi non si allinea al pensiero unico, che non serve a combattere le discriminazioni ma al contrario finirà per colpire le conquiste raggiunte dalle donne e che vuole introdurre il gender anche alle elementari”.

M5S

Dal M5S la senatrice Alessandra Maiorino dice all’AdnKronos che “libertà di espressione e autonomia della scuola sono garantite”. I timori del Vaticano siano infondati. “È un passo incredibile, siamo sconcertati. Il Vaticano dovrebbe sostenere una legge che ha per presupposto la libertà di amare e che punisca chi istiga all’odio e alla violenza”. Questo è quanto replicato duramente dal presidente della commissione Giustizia della Camera, il pentastellato Mario Perantoni.

PD

Anche il Pd precisa che il partito “sostiene convintamente il ddl Zan, ma vogliamo leggere con attenzione le carte sui nodi giuridici, che al momento sono solo in un articolo di giornale”. Nel frattempo, in Commissione Giustizia, viene fatta richiesta di acquisire il testo dell’intervento della Santa Sede.