“Queering the dataset”: no discriminazione nei sistemi AI

Nasce da un video di Jake Elwes l'inserimento di volti transgender nei dispositivi di riconoscimento facciale

0
365

L’intelligenza artificiale per creare volti con cui allestire drag performance. “Queering the dataset” è il video che Jake Elwes ha realizzato per sfidare i pregiudizi di genere.


La ballerina transgender Jin Xing è il nuovo volto di Dior


Perché creare dei volti non standardizzati per “Queering the dataset”?

Il filmato fa parte del più ampio progetto “Zizi” che intende modificare il sistema di riconoscimento facciale. Elwes infatti, ha notato che in rete sono diffuse immagini acquisite dai dispositivi di sicurezza da cui emergono i pregiudizi inconsci dei programmatori. I software di machine learning sono tarati su volti bianchi e maschili e l’AI può avere difficoltà a riconoscere donne nere o transgender. Jake ha quindi aggiunto a una rete generativa contradditoria open source (GAN) mille immagini di drag per creare visi simulacri. Così è aumentato il numero delle possibilità fisiognomiche.

Il video e i deepfakes

Il lavoro di Elwes ha un carattere artistico perché affronta tematiche di genere e le rappresenta con un linguaggio concettuale. Il suo scopo era realizzare un video contro la discriminazione, ma ha dato anche impulso al miglioramento delle tecnologie di riconoscimento facciale. I Deepfakes nascono però come forma d’arte inclusiva che non ghettizza le persone per il proprio orientamento sessuale. Il filmato è infatti un tributo a drag king e queen che vivono con emancipazione e desiderano essere riconosciuti e accettati. I volti talvolta deformati e diversificati contribuiscono a rendere il carattere multisfaccettato del genere umano. Le caratteristiche genetiche delle razze sono così integralmente riconosciute.

Jake Elwes e l’Intelligenza artificiale

L’artista ha utilizzato un algoritmo open source per produrre dei volti diversi e coi filtri ha ottenuto il risultato. Sfruttando le proprie conoscenze informatiche ha prodotto distorsioni e giocato con le immagini per ottenere volti diversi. Il suo scopo è di colpire l’attenzione, anche sconvolgere chi guarda, portando l’attenzione su questioni sociali e politiche. Il video “Queering the dataset” può servire anche a creare drag performance virtuali.