Quarant’anni fa l’ IRA fece tremare Bruxelles

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IRA

Oggi 28 agosto, ricorre l’anniversario dell’attentato a Bruxelles ad opera del gruppo armato IRA (esercito repubblicano irlandese), il gruppo infatti fece esplodere un’ordigno nella Grand Place, piazza centrale di Bruxelles.

L’obiettivo dell’ordigno era un gruppo di soldati inglesi. La bomba però causò anche undici feriti tra i civili e sette uomini appartenenti all’esercito inglese, senza contare i numerosi danni causati dalla deflagrazione.

L’attentato faceva parte di una strategia della tensione più ampia, ovvero la missione del gruppo terroristico era quello di scacciare l’esercito britannico dall’Irlanda del Nord.

L’IRA non si limitò solo a colpire a Bruxelles, ma prese di mira altri obiettivi sensibili. Nello stesso anno, infatti, l’ambasciatore inglese ad Amsterdam, Richard Sykes fu vittima di un’attentato.

Il 6 luglio 1979, una bomba fu fatta deflagrare una bomba vicino al consolato inglese nella citta belga di Antwerp e due giorni dopo quell’attentato, diociotto soldati inglesi furono uccisi al Warrenpoint ambush; stessa sorte toccò a Lord Mountbatten, il quale fu ucciso da uomini appartenenti al IRA.

Gli attentati perpetrati dall’Ira, in effetti furono una sorta di risposta alle azioni di Londra. Il 30 gennaio 1972 è una data tristemente famosa meglio conosciuta come “Bloody Sunday”, poichè un gruppo di paracadutisti inglesi uccise quartodici civili, dopo che il parlamento irlandese guidato dal Brian Faulkner aveva rifiutato di cedere al governo di Sua Maestà i poteri sulla giustizia e i poteri sull’ordine pubblico, per questa ragione, Londra decise di sospendere il parlamento irlandese e ne prese il controllo il 24 marzo 1972.

La successiva apparizione del gruppo estremista IRA e di altri gruppi terroristici condusse il Paese sull’orlo di una guerra civile e a pagare il prezzo più alto fu la popolazione civile.

Se negli anni settanta e ottanta Iralanda e Gran Bretagna erano arrivati quasi ai ferri corti, negli ultimi dieci anni del ventesimo secolo, però, dopo vari tentativi di autogoverno falliti e dopo il fallimento della campagna dell’IRA per il ritiro dell’esercito britannico dal Paese, i due fronti, quello inglese e quello repubblicano irlandese, tentarono di appianare le loro divergenze attraverso l’impegno politico.

Questa nuova fase politica culminò nel 1998, quando fu redatto l’accordo di Belfast, meglio noto come “accordo del Venerdì Santo”; sostanzialmente si trattava di un accordo di pace che metteva fine alle divergenze tra i due Paesi, il trattato in questione incontrò il favore della maggioranza dei partiti irlandesi, ad eccezione del Partito Unionista Democratico (DUP).

Un ulteriore passo in avanti nella direzione della pace, ci fu con l’emanazione della costituzione della Repubblica di Irlanda, in cui fu eliminata la rivendicazione dei territori irlandesi fu riconosciuta l’esistenza dell’Irlanda del Nord.