Quantum Computing: il Fintech della nuova era finanziaria

Quantum Computing, quando la tecnologia abbraccia la finanza.

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Quantum Computing

L’industria delle finanze ha una relazione lunga e redditizia con il computer. Basti pensare che questa tecnologia ha consentito di effettuare scambi finanziari ad alta frequenza. Con algoritmi complessi. Invece, ora le grandi banche, hanno gli occhi puntati sull’informatica quantistica. Computer Quantici in grado di eseguire imprese matematiche, di cui nessuna macchina non quantistica sarebbe mai capace. Sperando in questo modo di aumentare i profitti. Accelerando i prezzi degli asset. Scavando portafogli con prestazioni migliori. E rendendo gli algoritmi di apprendimento automatico più accurati. Questa però è solo una parentesi. Perchè mi appresto a descrivere come questo settore trasformerà i mercati finanziari. Difatti i VC (Ventural Capital) hanno iniziato a investire nel Quantum Computing. Ecco dunque alcune linee guida per comprendere i contorni di questo argomento.

Perchè investire nel Quantum Computing?

Quando si tratta di investire a lungo termine, il segreto del successo non sta nel saper prevedere il futuro. Ma nell’imparare dal passato. E nel comprendere a fondo il presente. Quindi la regola d’oro degli investimenti a lungo termine risiede nella formula “pensa in decenni, non in giorni”. Un’analisi di ricerca, stima che il mercato dell’informatica quantistica supererà i 65 miliardi di dollari all’anno, entro il 2030. Mentre un rapporto BCG del 2019, sostiene l’opportunità di investire ora. Piuttosto che aspettare che le cose decollino. Perchè si prevede che questa tecnologia riguarderà e rivoluzionerà, svariati settori. Dall’aerospaziale alla farmaceutica, alla sicurezza informatica.

Il Ventural Capital nel Quantum Computing

Negli ultimi 5 anni si è verificata un’accelerazione degli investimenti nel Quantum Computing. E più in generale nelle tecnologie quantistiche. Si tratta di allocazione di tempo. Talento e risorse. Che vanno dalla costruzione di team dedicati all’acquisizione di piccole imprese dotate di tecnologie e competenze, all’investimento in R&D. Fino alle operazioni di Corporate Venture Capital. Dalle partnership con università alla distribuzione di strumenti per sviluppatori. Ma oltre alle organizzazioni di grandi dimensioni, in questo ambito un ruolo fondamentale è giocato anche dallo startup. Giganti informatici come Google e IBM, così come uno stormo di concorrenti più piccoli, stanno costruendo e perfezionando l’hardware quantistico. Dunque una vera e propria rivoluzione finanziaria, e tecnologica. A cui nessuno vuole arrivare in ritardo.

I big blu chip

In questo momento, ci sono diversi big blue chip coinvolti nella corsa quantistica. Grandi aziende come Microsof (MSFT), Tencent (TCEHY) e IBM (IBM). Potrebbe esserci una certa riluttanza a investire in società i cui ricavi deriveranno dai budget per la ricerca. Ma la crescita di tali ricavi e resa più probabile dalla crescente urgenza per più aziende di acquisire competenza ed esperienza sul quantum computing. In preparazione dell’eventuale e inevitabile utilizzo produttivo della tecnologia. E quando l’hardware del calcolo quantistico sarà prontamente disponibile per le masse, le aziende che supportano la ricerca aumenteranno di valore.


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