Quanta Geopolitica c’è nella costruzione di nuovi reattori nucleari?

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Per la Repubblica Ceca l’energia nucleare è una risorsa fondamentale: le due centrali presenti sul territorio producono circa il 35% dell’elettricità consumata dall’intero Paese. Qualche settimana fa, il parlamento Ceco, ha schivato un voto che potrebbe spalancare le porte verso la costruzione di un nuovo reattore nucleare. Il problema principale? La Russia. Vediamo assieme cosa sta accadendo a Praga.

Un caso di Geopolitica?

Durante un’assemblea straordinaria tenuta nella camera bassa, i parlamentari della maggioranza si son visti costretti ad accettare il rinvio del voto a causa di alcuni malumori da parte dell’opposizione. La discordia? Un disegno di legge. All’interno è presente una legge che permetterebbe in tempi brevi di lanciare una gara d’appalto per la realizzazione di reattore da 6,2 miliardi di euro. La migliore offerente è la Russia, ma questa scelta scatenerebbe un caso di Geopolitica. Per il momento non è ancora chiaro quando avrà luogo la nuova assemblea, ma è fondamentale che si faccia quanto prima, in quanto il Paese preme per poter iniziare l’iter di eliminazione graduale dell’elettricità a carbone.


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Le parole di Jan Lipavský

La gara d’appalto è affollata: le offerte arrivano dalla Cina, Francia, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti. Jan Lipavský, parlamentare del Partito Pirata dell’opposizione, ha affermato che una ipotetica dipendenza di energetica dalla Russia potrebbe esporre il paese a potenziali ricatti. “Stiamo selezionando un partner per i prossimi 80 anni“, ha commentato Lipavský, “La Russia considera i paesi della NATO una minaccia. Siamo il loro nemico e Rosatom fa parte dei loro servizi di sicurezza. Non possono costruire questo reattore”.

Le preoccupazioni politiche


Nonostante le preoccupazioni per il Cremlino, il Governo non ha espresso gli stessi timori contro Rosatom. “Tutto quello che posso dire è che la valutazione di Russia e Cina non è la stessa”, ha detto il ministro del Commercio e dell’Industria Karel Havliček ai media cechi dopo l’incontro. Sottolineando che il governo “può tirare il freno in qualsiasi momento” su un’offerta che potrebbe creare problemi di sicurezza. La Casa Bianca di Trump aveva esodato Praga a evitare Cina e Russia per evitare un caso di Geopolitica. Ma con Biden alla presidenza, molte questioni sono in ballo: tra cui la nomina del nuovo ambasciatore.

L’offerta Russa e i suoi vantaggi tecnici

L’offerta russa ha dei vantaggi che i potenziali concorrenti attualmente non possiedono. Ovvero un nuovo reattore da 1.200 MWe. “La Francia e la Corea non possiedono queste dimensioni di reattori. La Westinghouse americana sta lottando con il suo modello. In queste condizioni, senza la Russia la gara è praticamente finita”, ha detto Michal Šnobr, analista e attivista azionista di CEZ. 

L’obiettivo degli avversari

Gli avversari sperano di guadagnare del tempo. Puntano sul fatto che nel bel mezzo di una pandemia, e sotto elezioni, non è certamente il momento migliore per lanciare un progetto di queste dimensioni e di così tanta importanza strategica. “Far partire una gara d’appalto ora sarebbe un grosso errore”, ha detto Šnobr, “questo sta diventando l’opinione di sempre più addetti ai lavori”. Il ritardo nell’approvazione della misura potrebbe vedere la gara d’appalto spinta oltre le elezioni parlamentari. Facendo slittare il tutto a marzo 2023. 


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