Quando un abbraccio fa paura: cos’è l’afefobia?

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Ieri, 21 gennaio 2023, si è celebrata la Giornata mondiale dell’abbraccio. Abbracciarsi fa bene. Ma c’è chi ha paura dell’abbraccio. Questa rientra tra i disturbi della personalità ed è chiamata afefobia.

Cos’è l’abbraccio?

L’abbraccio è la manifestazione fisica d’affetto per eccellenza. Esso riveste un ruolo a livello culturale che simboleggia accettazione e protezione.

Si riconoscono benefici a livello psicofisico. Infatti, attraverso il contatto umano, l’amigdala produce l’ossitocina, ormone della felicità e buonumore.

Studi evidenziano che l’abbraccio aumenta l’autostima e riduce il manifestarsi delle infezioni delle alte vie aree.

L’afefobia

L’afefobia è una fobia che comporta un grande disagio o repulsione nel contatto fisico con altre persone. Rappresenta un rifiuto al contatto diretto e alla vicinanza di un corpo al proprio. La persona percepisce il tocco di un’altra come eccessivo o anche come fonte di dolore.

Si arriva ad evitare gli incontri pur di non entrare in contatto fisico con altri.

L’afefobia si manifesta attraverso un disturbo d’ansia.

Tra i sintomi, si verificano: sudorazione eccessiva,tachicardia,nausea e tremore. Come pure, dermatiti e pruriti. Ancora, possono manifestarsi attacchi di panico o ansia, rimuginio ed evitamento. A volte si aggiungono agorafobia, ansia sociale e problemi con la sessualità.

Le cause dell’afefobia

Le cause vengono fatte risalire all’ambito della fiducia. La persona affetta da afefobia cerca di proteggersi dagli altri. Infatti, ritiene che le persone invadono la propria sfera intima ed emotiva.

Tale paura può essere motivata da:

  • trascuratezza emotiva o invadenza da parte dei genitori, nel periodo dell’infanzia;
  • timore o vergogna di sé;
  • trauma subito a livello di un tradimento o una violenza.

Giornata mondiale dell’abbraccio

Si festeggia ogni anno il 21 gennaio, dal 1986.

Ideatore è il pastore Kevin Zaborney. Egli ha osservato che

Nei giorni successivi alle festività del Natale, si avverte un senso di nostalgia e tristezza, che sembra tipico del mese di gennaio. Dunque, ha pensato a qualcosa che potesse combattere questo malessere.

Si è arrivata a celebrare questa giornata perché è stato riconosciuto il potere benefico dell’abbraccio, ovvero il suo valore terapeutico.

Valore terapeutico dell’abbraccio

L’abbraccio è simbolo di vicinanza e affetto. Infatti, abbracciarsi permette di sviluppare un legame affettivo molto profondo tra persone.  

Esso influisce positivamente sull’autostima e sulla salute.

Tra i suoi effetti, la protezione dai malanni stagionali. Come pure un supporto per canalizzare le emozioni più inconsce.

Esiste la terapia dell’abbraccio, la Hug Therapy. Insertita in un contesto di terapia psicologica, essa può rappresentare un valido strumento.

 Infatti, ha l’obiettivo di diminuire i livelli di ansia e stress attraverso il potere degli abbracci.

Terapia psicologica per l’afefobia

Durante il percorso psicoterapeutico, si va a lavorare sulla fobia specifica, indagando sulle cause. Successivamente, si mettono in campo le strategie più adeguate per elaborare le paure e affrontarle. Tra queste, oltre il supporto dell’Hug Therapy, anche la Pet Therapy.

Attraverso l’approccio terapeutico, si individua la situazione del trauma o della trascuratezza che ha minato la fiducia verso gli altri, percepito pericoloso per sé.

https://www.periodicodaily.com/21-gennaio-2020-la-giornata-mondiale-degli-abbracci/