Quando l’informazione la fanno i comici

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Se volete sapere davvero cosa sta succedendo – oltre la ricostruzione storica scritta dai vincitori o la narrazione mainstream di chi detiene il potere in quel momento – oggi come nel passato l’unica fonte di informazione critica è quella dei comici.

Non è un caso che sia stato Beppe Grillo il catalizzatore del movimento politico più importante degli ultimi dieci anni.

Il potere si prende sempre sul serio

Perché il potere, nella sua folle e spesso ottusa rincorsa al consenso, ha il vizio di prendersi sul serio, ed è poco sensibile ai canoni della satira e dell’ironia. Così, mentre in Italia Mussolini si adoprava a censurare letteratura e cinema “alto”, nei teatri di periferia e nelle pellicole di intrattenimento il pubblico si accorgeva che il re era nudo.  

«Avevo dovuto nascondere le verità sociali sotto il grottesco e l’assurdo per non essere censurato» scrisse Eduardo De Filippo. Totò, che fuori copione una sera improvvisa la caricatura di Hitler,deve scappare dai tedeschi da un’uscita secondaria del teatro.

E poi restano i film. Film che non subiscono il vaglio della censura perché il potere non ne comprende l’impatto sul pubblico e sulla cultura, sminuendoli, ma che permettono ai registi di affrontare temi delicati o drammatici altrimenti non trattati da giornali e (oggi) televisione, esplorando dimensioni individuali e collettive e riproponendole ancora oggi ad un pubblico vastissimo.

In cerca di informazioni

Così, scorrendo i palinsesti tutti uguali delle prime serate televisive, per sentire qualcuno che riassume con chiarezza (e semplice buon senso) le contraddizioni del Green Pass, bisogna sintonizzarsi sul programma di Maurizio Crozza:

https://www.youtube.com/watch?v=UfpcvL0tdJQ

Niente di stupefacente: la comicità bada al sodo e si concentra sui paradossi più evidenti.

Vaccini che offrono copertura di tre/quattro mesi che danno diritto ad un Green Pass valido un anno. Oppure tamponi molecolari la cui durata è estesa da 48 a 72 ore. Oltre 30mila agenti delle forze dell’ordine non vaccinati: tra loro, coloro che sono incaricati di verificare il possesso del Green Pass.

Raccontando di una strategia di messa in sicurezza della salute della popolazione che invece rischia di sortire l’effetto opposto, perché le persone sono portate a non utilizzare le consuete cautele e ad accalcarsi senza mascherina: negli stadi, nei ristoranti al chiuso.

Non è un caso se i luoghi dove stanno risalendo i contagi sono quelli più freddi: come per l’influenza, il contagio è più probabile se non ci si trova all’aperto.

Qualcosa di sinistra

In modo sarcastico, Crozza ricorda che tutto questo , oltre a non funzionare, ha un costo significativo per chi non ha voluto vaccinarsi. Nel pieno rispetto della legge, dato che non è un obbligo. E non lo è perché non ci sono i presupposti scientifici per renderlo tale.

E che il ministro della salute è un esponente della Sinistra; invitandolo a dire qualcosa in favore di coloro che devono pagare di tasca loro il diritto di poter lavorare facendo tre tamponi settimanali. Nel quadro di una strategia – ripeto – che non ha come obiettivo la salute, ma la possibilità di avere un pretesto per tenere aperti al pubblico gli esercenti.

Oramai dovrebbero averlo capito tutti quanti che l’unica persona sicuramente non contagiosa nei luoghi di lavoro è quella non vaccinata che ha fatto il tampone. Nonostante la cronaca, ricorrendo a forme ellittiche (“ci sarebbero gli elementi per ipotizzare…”), continui il suo mantra di far passare per untori i non vaccinati

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_ottobre_23/scuola-prof-non-vaccinata-focolaio-bologna-trecento-studenti-dad-bb83a8c6-343e-11ec-aba7-e42771ab5a38.shtml

Quando l’informazione la fanno i comici

I comici che fanno informazione sono il sintomo di una malattia in corso, su cui ognuno dovrebbe riflettere. La satira è tanto più feroce quanto è forte il bavaglio che il potere riserva a qualunque forma di opposizione.

La piazza, sino a pochi anni fa luogo di espressione di spontaneismo popolare, protagonista delle più belle pagine della democrazia, è tornata ad essere (come nel dopoguerra e negli anni ’60) solo un problema di ordine pubblico.

La foto riportata sui giornali del G20 che si tiene a Roma è quella di un tiratore scelto appostato sul tetto di un edificio. A me sembra che possa bastare per farsi un’idea del clima che stiamo vivendo e ancor più della strada che, a tutti costi, hanno deciso di intraprendere le grandi economie occidentali che ci considerano sempre più clienti e meno cittadini.

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Sono nato a Firenze nel 1968. Dai 19 ai 35 anni ho speso le mie giornate in officine, caserme, uffici, alberghi, comunità – lavorando dove e come potevo e continuando a studiare senza un piano, accumulando titoli di studio senza mai sperare che un giorno servissero a qualcosa: la maturità scientifica, poi una laurea in “Scienze Politiche”, un diploma di specializzazione come “Operatore per le marginalità sociali”, un master in “Counseling e Formazione”, uno in “Programmazione e valutazione delle politiche pubbliche”, un dottorato di ricerca in “Analisi dei conflitti nelle relazioni interpersonali e interculturali”. Dai 35 ai 53 mi sono convertito in educatore, progettista, docente universitario, ricercatore, sociologo, ma non ho dimenticato tutto quello che è successo prima. È questa la peculiarità della mia formazione: aver vissuto contemporaneamente l’esperienza del lavoro necessario e quella dello studio – due percorsi completamente diversi sul piano materiale ed emotivo, di cui cerco continuamente un punto di sintesi che faccia di me Ein Anstàndiger Menschun, un uomo decente. Ho cominciato a leggere a due anni e mezzo, ma ho smesso dai sedici ai venticinque; ho gettato via un’enormità di tempo mentre scrivevo e pubblicavo comunque qualcosa sin dagli anni ‘80: alcuni racconti e poesie (primo classificato premio letterario nazionale Apollo d’oro, Destinazione in corso, Città di Eleusi), poi ho esordito nel romanzo con "Le stelle sul soffitto" (La Strada, 1997), a cui è seguito il primo noir "Sotto gli occhi" (La Strada, 1998 - segnalazione d’onore Premio Mario Conti Città di Firenze); ho vinto i premi Città di Firenze e Amori in corso/Città di Terni per la sceneggiatura del cortometraggio "Un’altra vacanza" (EmmeFilm, 2002), e pubblicato il racconto "Solitario" nell’antologia dei finalisti del premio Orme Gialle (2002). Poi mi sono preso una decina di anni per riorganizzare la mia vita. Ricompaio come finalista nel 2014 al festival letterario Grado Giallo, e sono presente nell’antologia 2016 del premio Radio1 Plot Machine con il racconto "Storia di pugni e di gelosia" (RAI-ERI). Per i tipi di Delos Digital ho scritto gli apocrifi "Sherlock Holmes e l’avventura dell’uomo che non era lui" (2016), "Sherlock Holmes e il mistero del codice del Bardo" (2017), "Sherlock Holmes e l’avventura del pranzo di nozze" (2019) e il saggio "Vita di Sherlock Holmes" (2021), raccolti nel volume “Nuove mappe dell'apocrifo” (2021) a cura di Luigi Pachì. Il breve saggio "Resistere è fare la nostra parte" è stato pubblicato nel numero 59 della rivista monografica Prospektiva dal titolo “Oltre l’antifascismo” (2019). Con "Linea Gotica" (Damster, 2019) ho vinto il primo premio per il romanzo inedito alla VIII edizione del Premio Garfagnana in giallo/Barga noir. Il mio saggio “Una repubblica all’italiana” ha vinto il secondo premio alla XX edizione del Premio InediTO - Colline di Torino (2021). Negli ultimi anni lavoro come sociologo nell’ambito della comunicazione e del welfare, e svolgo attività di docenza e formazione in ambito universitario. Tra le miei ultime monografie: "Modelli sociali e aspettative" (Aracne, 2012), "Undermedia" (Aracne, 2013), "Deprivazione Relativa e mass media" (Cahiers di Scienze Sociali, 2016), "Scenari della postmodernità: valori emergenti, nuove forme di interazione e nuovi media" (et. al., MIR, 2017), Identità, ruoli, società (YCP, 2017), "UniDiversità: i percorsi universitari degli studenti con svantaggio" (et. al., Federsanità, 2018), “Violenza domestica e lockdown” (et. al., Federsanità, 2020), “Di fronte alla pandemia” (et. al., Federsanità, 2021), “Un’emergenza non solo sanitaria” (et. al., Federsanità, 2021) . Dal 2015 curo il mio blog di analisi politica e sociale Osservatorio7 (www.osservatorio7.com), dal 2020 pubblicato su periodicodaily.com. Tutto questo, tutto quello che ho fatto, l’ho fatto a modo mio, ma più con impeto che intelligenza: è qui che devo migliorare.