Quando le notizie sono fuorvianti e si crea panico, attenzione a quel che si legge

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Questo è un periodo molto complicato, per l’Italia e per il mondo intero. 

Il virus arrivato dall’oriente quello che quasi fa paura anche a nominare,  spaventa tutti per le conseguenze che potrebbe provocare alla nostra salute e anche a tutto il ciclo economico.

Sono giorni in cui il mondo vive  in quarantena, si esce solo per lo stretto necessario e anche   la maggior parte delle aziende fanno lavorare i propri dipendenti in smart working , l’unica finestra che abbiamo sul mondo è internet,  la tv e i giornali.

Le persone sono spaventate sul loro futuro e su ciò  che potrà accadere e spesso per chi svolge attività d’informazione, sempre, ma soprattutto in questi casi ha una responsabilità importante, ovvero quella di dare notizie alla gente e farlo in maniera chiara e non fuorviante.

Oggi mi sono imbattuta in un titolo di giornale che mi ha molto incuriosita Banche: arriva la lettera di chiusura conto corrente” quest’ultimo ha catturato la mia attenzione.

L’autore esordisce prima facendo una panoramica sullo scenario sanitario come se la chiusura del conto dipendesse dal Covid-19 in secondo luogo fa anche un cenno al momento economico;

Ebbene ci risiamo. Nonostante la situazione nella quale la nostra società sta vivendo, non solo per via della crisi innestata già da tempo dalla EU secondo stupidi parametri imposti, la odierna crisi da COVD19 e non dimentichiamoci il dopo crisi da virus; sia in senso negativo, o positivo (questo ancora non lo sappiamo), non dobbiamo dimenticare che esiste un problema, parallelo e forse ancora maggiore e conosciuto se non ai soli addetti ai lavori.

Ancora una volta si parla di banche. Esse infatti sono le uniche in costante attività, ma nel modo peggiore. 

Banche: la chiusura del conto corrente inaspettata

Tutto è successo la settimana scorsa, quando un mio ennesimo cliente ha ricevuto una lettera, nella quale la sua banca, la cui proprietà è italiana, gli comunica che gli chiuderanno il conto nei prossimi 15 giorni. Ossia, tra le righe possiamo leggere: noi non abbiamo altro che la nostra politica, crisi o non crisi, decidiamo noi per e su tutto; economia compresa. Le decisioni anticrisi emanati di governi.

La crisi innescata dalla Germania 10 anni fa

La Germania, che ha creato la crisi in questi 10 anni imponendo la sua “cura” a tutti i paesi europei del mediterraneo, con l’aiuto dei propri governi (Grecia in primis), utilizzando il “suo” esercito di burocrati e commissari (incapaci di lavorare in un sistema tanto complesso ed essi stssi sono privi di umanità, questa dovrebbe essere l’europa dei popoli, sig.), sa bene che chiedere prestiti a questi, è come fare harakiri. Per cui si appresta a stampare 550 mil. € con la banca KFW Bankengruppe alla faccia dell’austerità imposta agli altri, e pronta a nazionalizzare anche imprese considerate strategiche, e anche qui alla faccia dei cosiddetti vincoli di concorrenza, e dopo aver insultato i sovranisti di tutta Europa, ha infine deciso di fare ora la sovranista. 

Follia! follia pura mi viene da dire, non si può in questo momento così delicato infondere paura alle persone.

La situazione è particolare, le borse in questo momento stanno vivendo alta volatilità dovuta all’incertezza,  le materie prime sono ai minimi storici perché non c’è consumo in quanto è tutto o quasi tutto fermo, ma voglio ricordare una cosa, che una crisi di questa entità si è verificata nel 2008 ma i presupposti erano del tutto diversi.

Allora la crisi era finanziaria ed era legata ad i mutui concessi dalle banche, infatti il periodo per il settore immobiliare era molto florido e le case negli Stati Uniti avevano subito un notevole aumento. Per far fronte ad una richiesta sempre maggiore, le banche cominciarono a concedere prestiti per l’acquisto della casa, i mutui anche a persone e famiglie che non potevano realmente permettersi tale spesa. Il sistema era drogato e il tutto venne meno tanto da creare una delle più grandi recessioni della storia.

Oggi ci troviamo a combattere il virus con uno scenario economico( anche grazie al passato) solido, le nostre banche hanno superato quasi tutte gli stress test, e se guardiamo all’America il cui mercato è da traino anche per l’Europa, continuano ad essere confortanti i dati economici, ieri ad esempio sono stati pubblicati i dati sull’indice dei nuovi lavori Jolt in crescita(fonte investing.com.) ed oggi i dati americani sempre sulle scorte di petrolio greggio erano previste scorte 3,256M mentre il dato attuale è 1,954M(investing.com).

Probabilmente una recessione tecnica sarà prevista, non la si esclude, ma da qui a confondere le persone facendo credere che la crisi porti alla chiusura dei conti correnti creando panico e file agli sportelli bancari credo che sia scorretto e meschino.

I conti correnti vengono chiusi per operazioni non in linea con le regole di comportamento di policy aziendali e normativa anti riciclaggio, non per altri motivi.

La tempesta passera presto!

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