Qualificazioni Mondiali, l’Argentina prova a salvare capre e cavoli: Messi, Dybala ed Icardi Sampaoli

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Servono due vittorie per allontanare lo spauracchio dell’eliminazione dal Mondiale di Russia 2018 e forse anche una benedizione di Papa Francesco, perché l’Argentina, in un girone tutt’altro che semplice, rischia davvero grosso se non dovesse vincere le prossime due partite in programma.

Giovedì tocca il Perù, poi l’Equador, sprofondato in classifica dopo aver vinto di seguito le prime quattro del girone.

Partite apparentemente alla portata se non fosse che di mezzo c’è sempre il Brasile, già qualificato e dunque non necessariamente interessato alla lotta per guadagnarsi il pass.

Ma perché il Brasile? Semplice, per la sfida con il Cile dell’11 ottobre prossimo.

I due volte vincitori della Coppa America, attualmente sesti, a 23 punti, dovranno vedersela prima con l’Equador domani notte, giocando in casa, e poi proprio con i verdeoro, complicando non poco il destino dell’Albiceleste.

Considerando che per la qualificazione a Russia 2018 occorre arrivare tra i primi cinque nel girone, ecco che, le due gare in programma, sono assolutamente fondamentali per ottenerla (anche se la quinta dovrebbe comunque superare lo spareggio contro la Nuova Zelanda).

Nel parco attaccanti argentino, stavolta non è stato inserito Higuain, sacrificato dal tecnico Sampaoli, per lasciare spazio ad Icardi e alla nuova stella del Boca Junior Benedetto.

Chissà se Messi e Dybala, insieme ai due prescelti, riusciranno a superare indenni le due delicatissime partite; certo che, nel caso di un clamoroso flop, l’Argentina perderebbe il Mondiale e completamente la faccia.

Se poi si vuol essere maliziosi, il Brasile, pur giocando in casa con il Cile, potrebbe perdere concretamente l’ultima gara di qualificazione, condizionando la Seleccìon Albiceleste, costringendola ad evitare qualunque passo falso.

Anche perché chi è rimasto a riposo può rimproverarsi poco; chi invece ha colpevolmente mancato gli appuntamenti precedenti può compromettere parte della reputazione.

Meglio dunque convincersi di voler pascolare nei campi di calcio russi piuttosto che in quelli delle radure del Tucumán, perché nei primi riceverebbero gli applausi e i cori dei tifosi, nei secondi il nutrimento per l’ingrasso prima della macellazione.

 

 

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