Per ora, l’unico dato certo è quello del pubblico, che ha risposto alla grande all’invito degli azzurri di giocarsi tutti insieme il passaggio di turno al Mondiale.

Alla “scala del calcio” saranno 70000, tutti con l’unico scopo di sostenere a gran voce i giocatori di Ventura, e se vogliamo anche i nostri.

Ore caldissime all’interno dello spogliatoio azzurro ed ore freddissime fuori, con temperature notevolmente abbassatesi, per rendere ancora più rigido il clima che ruota attorno alla Nazionale.

Il grido d’allarme lanciato da tutte le parti è assordante e fa eco in ogni angolo della nazione, perché il timore di essere eliminati è evidente e preoccupa un pò tutti.

Quando l’Italia chiamò tanti anni fa furono botte da orbi, ma alla fine nacque il bel paese che tutti oggi ci invidiano; e di solito quando il gioco si fa duro, gli azzurri cominciano a fare sul serio.

E’ già accaduto in altre edizioni dei campionati del mondo ed europei, come è già successo che nei momenti più drammatici del nostro paese, il calcio abbia restituito le forze necessarie per emergere, cancellando all’istante problemi e convinzioni consolidate.

Sublimarsi in questo marasma generale è davvero complicato, ma la genuinità di alcuni ragazzi scelti per la gara di stasera è forse l’arma letale che nessuno ha considerato.

Ovviamente è un paradosso che la partita più importante degli ultimi due anni sia affidata ad interpreti che poco hanno partecipato alle questioni di casa azzurri.

Ma non lo è affatto, se si crede che proprio la leggerezza di calciatori come Gabbiadini e Jorginho potrebbe rispolverare un pò di quella qualità tecnica, che è stata ultimamente contestata al gruppo di Ventura.

Certamente loro due non bastano, ma possono contribuire sicuramente, insieme a Florenzi, Parolo Candreva ed Immobile, ad ottenere quella vittoria che garantirebbe l’accesso alla fase finale di Russia 2018.

Le sciocchezze dette e scritte da chi pensa che tutto sommato sia meglio non andare al mondiale, squalifica pesantemente coloro che le hanno ideate; ai quali ora c’è soltanto da chiedere da che parte stanno, prima che l’urlo liberatorio di un’intera nazione li annichilisca, facendoli tacere per sempre.

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