Putin ricatta l’Occidente con il gas

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ricatta l’Occidente con il gas. Putin ha infatti firmato un decreto che afferma che i “Paesi ostili” dovranno pagare il gas naturale in rubli. Intanto, prosegue la guerra in Ucraina, dove peggiora la crisi umanitaria.

Putin ricatta l’Occidente?

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato il decreto relativo al gas che prende di mira i “Paesi ostili”. Secondo il nuovo decreto, i “Paesi ostili” dovranno pagare il gas naturale in rubli. Nel decreto del Cremlino si legge anche che per acquistare il gas i compratori dovranno aprire due conti, uno in valuta straniera e uno in rubli, presso la banca russa banca Gazprombank che effettuerà quindi la conversione. “Se i pagamenti non verranno in rubli i contratti esistenti saranno interrotti. Nessuno ci vende niente gratis, e noi nemmeno faremo opere di carità. Ciò significa che i contratti esistenti, in caso di mancato pagamento del gas in rubli, saranno interrotti”, ha detto il presidente russo. Putin inizia così il suo ricatto verso l’Occidente colpevole, secondo lui, di aver imposto alla Russia sanzioni illegittime.  

Non si è fatta attendere la risposta dell’Occidente, che sottolinea che non cederà mai ai ricatti del Cremlino. “Abbiamo guardato i contratti. C’è scritto che il gas si paga in euro. Le imprese potranno pagare, vorranno pagare e pagheranno in euro”, ha affermato il cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Non permetteremo a Putin di usare le risorse energetiche della Russia come un’arma”, ha tuonato il presidente americano Joe Biden. Berlino e Parigi affermano che “si stanno preparando a uno scenario senza gas russo”.

Prosegue la guerra in Ucraina

Intanto prosegue la guerra in Ucraina. Kyiv accusa Mosca di aver confiscato 14 tonnellate di aiuti umanitari caricati su 12 bus diretti a Melitopol. Secondo l’intelligence britannica, sia Chernihiv che Kiev sono state oggetto di continui attacchi aerei e missilistici nonostante le dichiarazioni russe di riduzione dell’attività in queste aree. La situazione in Donbass è sempre più critica. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un nuovo videomessaggio, ha sottolineato che “i movimenti delle truppe russe che si allontanano non sono dovuti al ritiro ma sono una conseguenza del lavoro dei nostri difensori”.

Zelensky ha anche riferito che due generali sono stati privati del loro grado a causa del tradimento.  “Andriy Naumov, che era a capo del dipartimento della sicurezza interna presso il Servizio di sicurezza dello Stato ucraino (SBU), e Serhiy Kryvoruchko, capo della SBU nella città di Kherson, sono stati spogliati dei loro ranghi poiché hanno violato il loro giuramento all’Ucraina”, ha detto il presidente ucraino.


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