Mai si arriverebbe a credere che all’interno di quelle anonime mura situate ad Osnago nel lecchese, disposte su due livelli con tanto di pollaio retrostante, si possa trovare un tesoro di così tanta pace intellettuale ed una accoglienza altrettanto genuina.

Accoglienza dove artisti di ogni sorta beneficiano quasi sia un luogo di vera e propria devozione. Alberto Casiraghi o Casiraghy come ama firmarsi, classe 1952 con la sua Pulcinoelefante la casa editrice più piccola del mondo, ha saputo fermare nel tempo.

Per chi, di fretta passa…

Il Tempo viene rallentato in quella sua corsa che introduce un decisivo cambiamento nella professione di tipografo che Alberto svolgeva come dipendente. Il computer!

Il cambiamento

Una sconfitta, non vissuta come ci si aspetterebbe in questi casi con afflizione, ma grazie all’amore incondizionato per la stampa Casiraghi coglie l’attimo, in risposta ha abbattuto fisicamente un muro della sua abitazione per poter ospitare al suo interno un macchinario per la stampa a caratteri mobili degli anni ’40, creando la sua personale casa editrice sfruttando le stanze della sua abitazione, scommettendo in una rivincita contro la velocità che dissacra ogni forma di rispetto, che sia verso una persona o che sia legato all’amore per ciò che si fa, in ciò in cui si crede e in cui fondamentalmente ci si riconosce.

Alda Merini e Alberto Casiraghy

La rivincita etica

Finalmente questa rivincita è arrivata proprio attraverso una meditazione umanistica, attraverso quel tempo che si indicava come tiranno. Rivincita etica possiamo definirla, poiché l’etica la ritroviamo anche nel prezzo al pubblico, un prezzo per così tanta arte davvero alla portata di tutti, poche decine di euro per poter possedere un prodotto creato a caratteri mobili, proprio come Gutenberg, stampato su carte super artigianali e davvero meravigliose al tatto come alla sola vista, prodotti che non si dilungano in pensieri poetici prolissi ma condensano tutto in poche parole, così come gli aforismi di Alda Merini, una grande amica con la quale intraprese una collaborazione letteraria, spronando lui stesso la poetessa a riassumere in quel momento della sua vita la poesia in pochi termini.

Alda Merini, aforismi

Collaborazioni illustri

Gli aforismi sono un contributo letterario che Casiraghi ama particolarmente ne abbiamo prova proprio in relazione a quelli da lui pubblicati della stessa Merini. Ma altri importanti connubi professionali hanno tempestato il suo cammino da editore, ricordiamo Allen Ginsberg, Maurizio Cattelan che da ragazzo, ricorda Alberto, dormì a casa sua qualche notte, Sebastiano Vassalli e la grande Fernanda Piovano, fonte inesauribile di aneddoti legati ad Hemingway o al nostro Cesare Pavese sotto il quale nel 1943 redigeva la prima traduzione dell’Antologia di Spoon River.

“Il fiume ha sempre ragione” di Silvio Soldini

Anche il cinema italiano ha bussato alla porta di Alberto Casiraghi, non possiamo infatti dimenticare il contributo cinematografico che Alberto e Josef Weiss hanno dato sotto la direzione di Silvio Soldini ne ” Il fiume ha sempre ragione”. Un ritratto di due artisti che fra Italia e Svizzera parlano lo stesso linguaggio, quello della carta. Prodotto cinematografico diretto da uno dei più importanti registi dei nostri giorni, fatto di piccole storie provinciali dove guardando bene si scorgono molteplici grandezze.

L’esperienza finale

Esperienza quasi mistica, all’interno di uno spazio quasi completamente dimenticato dall’uomo di oggi sempre più digitalizzato. Spazio che valorizza ogni oggetto fragile come un foglio di carta, ma che lo cura cercando di dargli una storia, un passato proiettato al futuro.

L’esperienza finale è quella di un messaggio silenzioso, dove si comprende che anche gli ultimi possono essere i primi in tutta la loro saggia delicatezza, come quella che possiamo trovare in un prodotto di Alberto Casiraghy.

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