Pubblicato il Primo Rapporto Sullo Stato Del Capitale Naturale in Italia

Conoscere il Capitale Naturale dell’Italia e il suo stato di salute è fondamentale al fine di garantire la capacità della natura di erogare, nel tempo, beni e servizi che sono alla base del benessere delle attuali e prossime generazioni.

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/CapitaleNaturale/1deg_rapporto_capitale_naturale_in_italia.pdf

Il Capitale Naturale include l’intero stock di beni naturali-organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche-che contribuiscono afornire beni e servizi di valore, diretto o indiretto, per l’uomo e che sono necessari per la sopravvivenza dell’ambiente stesso da cui sono generati

“Questo Rapporto – spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti –  non è solo il risultato di un grande impegno scientifico per ‘misurare’ il nostro Capitale più prezioso, ma è anche un grande salto di qualità culturale che viene chiesto al Paese: associare all’ambiente italiano non solo la parola ‘conservazione’ ma anche l’idea che un vero sviluppo si può determinare solo con una corretta gestione delle nostre risorse naturali. L’introduzione degli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES) nell’ultimo Documento di Economia e Finanza rafforzano ancora di più la visione di un Paese che sa di poter crescere puntando sul suo patrimonio unico di biodiversità, risorse naturali ed ecosistemi”.

Frutto del lavoro del Comitato per il Capitale Naturale, cui hanno partecipato nove ministeri, cinque istituzioni di ricerca pubbliche, Regioni, Comuni e nove esperti scientifici, il Rapporto raccoglie le informazioni rilevabili sullo stato di conservazione di acqua, suolo, aria, biodiversità ed ecosistemi, avviando un modello di valutazione del Capitale Naturale. Questo viene inquadrato all’interno di cinque Ecoregioni terrestri (Alpina, Padana, Appenninica, Mediterranea Tirrenica e Mediterranea Adriatica) e le Ecoregioni marine del Mediterraneo che interessano l’Italia (Mare Adriatico, Mare Ionio e Mediterraneo Occidentale). Dall’analisi emerge che l’Italia è uno dei paesi più ricchi di biodiversità, con 6.700 specie di flora vascolare e oltre 58.000 faunistiche, ma che sono molti i fattori di pressione antropica: tra questi i cambiamenti climatici, l’inquinamento, i rifiuti, il consumo di suolo e l’abusivismo edilizio, gli incendi dei boschi e la perdita di biodiversità marina, l’invasione delle specie aliene, lo spreco di acqua, la copertura artificiale del suolo che determina distruzione del paesaggio.

L’istituzione del Comitato per il Capitale Naturale risponde alla volontà del legislatore italiano di prevedere nell’ambito della Legge n. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”(Collegato Ambientale), un organo, composto da membri istituzionali, integrato con esperti nominati dal Ministro dell’Ambiente, responsabile dell’introduzione del capitale naturale
nelle politiche pubbliche del Paese. In particolare,la legge prevede che, al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi sociali, economici eambientali coerenti con l’annuale programmazione finanziaria e di bilancio, entro il 28 febbraio di ogni anno il Comitato invii
al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze un
Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia. Il Rapporto deve essere corredato di informazioni e dati ambientali espressi in unità fisiche e monetarie, seguendo le metodologie definite dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, nonché di valutazioni ex ante ed ex post degli effetti delle politiche pubbliche sul Capitale Naturale  sui servizi ecosistemici.
Supporto essenziale per una buona gestione delle risorse. La conoscenza dovrebbe essere la base per ogni decisione. Un gran passo, oltre che un oneroso lavoro. Non dimentichiamo quanto sia fondamentale il lavoro svolto da persone competenti e il tempo da loro impiegato per ottenere tali risultati. Il mondo scientifico e la politica dovrebbero camminare insieme. Ci riserviamo di leggerne i dati.
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