Pubblicata la Nota di Aggiornamento della manovra economica

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Pubblicata la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza

Per il 2019 attesa una crescita del Pil dell’1,5% con un rapporto deficit/pil al 2,4%. Nel 2020 il Pil è stimato a +1,6% con un deficit/pil al 2,1% mentre nel 2021 la crescita economica dovrebbe rallentare all’1,4% con un deficit/pil all’1,8%. Il rapporto debito/pil, indicato al 130,9% per il 2018, è atteso al 130% nel 2019, al 128,1% nel 2020 ed al 126,7% nel 2021.

Qualche passo indietro del governo giallo-verde e sembrano essersi un attimo placati gli animi.

Dopo le impennate dello spread dei giorni scorsi e gli affossamenti dei titoli bancari in Borsa, e soprattutto in vista di una  probabile bocciatura della manovra da parte dell’Europa in caso di rapporto superiore al 2,4% per tre anni, il Ministro Tria ha comunicato il compromesso raggiunto:  il deficit sarà al 2,4% del Pil solo per un anno, poi riprenderà la graduale discesa.

“Una manovra responsabile e coraggiosa” ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria rivolgendosi a Bruxelles per assicurare che la manovra, inviata alle  Camere nella tarda serata di ieri ”garantirà la stabiltà del sistema”.

In Parlamento sarà discussa a partire dalla prossima settimana.

Si tratta di una manovra che oscilla intorno ai 40 miliardi. Ci saranno oltre 16 miliardi per il reddito di cittadinanza e la riforma della legge Fornero, di cui 9 miliardi per il reddito e le pensioni di cittadinanza e 7 miliardi per la ‘Quota cento‘.

Ma a che punto si trova il debito italiano?

L’Italia ha un debito pari a 2.424,105 miliardi di euro. Il capitale da rimborsare è pari a 276,838 miliardi, e gli interessi  49,631 miliardi.

 In totale, entro il 2024 il Paese dovrebbe rimborsare qualcosa come 1.498,29 miliardi di euro, di cui 431,185 miliardi entro la fine del 2019.

Creare debito per rimborsare il debito

Questo mette in agitazione l’Europa e i mercati.

Ma come dovrebbe fare un Paese indebitato fino al collo ad ottenere una ripresa economica?

Una manovra aggressiva che dovrebbe incudere fiducia all’UE viene vissuta come una grave minaccia senza soffermarsi sul contenuto (che per molti è la vera tragedia).

 

Punti essenziali del programma di politica economica e finanziaria

• Attuazione del Reddito di Cittadinanza nell’ambito di un’ampia riforma delle
politiche di inclusione sociale;
• Introduzione di modalità di pensionamento anticipato per incentivare
l’assunzione di lavoratori giovani;
• Prima fase dell’introduzione della ‘flat tax’ a favore di piccole imprese,
professionisti e artigiani;
• Taglio dell’imposta sugli utili d’impresa per le aziende che reinvestono i
profitti e assumono lavoratori aggiuntivi;
• Rilancio degli investimenti pubblici e della ricerca scientifica e tecnologica;
• Promozione dei settori-chiave dell’economia, in primis il manifatturiero
avanzato, le infrastrutture e le costruzioni.

 

 

 

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