Psicologi implicati in Angeli e Demoni-La famiglia che si suicidò nel 1996 perché accusata di abusi.

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uccide la moglie

Ha da giorni sconvolto la nostra Nazione l’operazione Angeli e Demoni, il caso dell’illecito sistema di gestione dei minori in affido avvenuto nel Reggiano e che coinvolge direttamente gli psicologi del centro Hansel e Gretel di Moncalieri. Un sistema basato su falsi ricordi di abusi sessuali generati attraverso impulsi elettrici per alterare lo stato della memoria dei piccoli in prossimità dei colloqui giudiziari e che garantiva un giro d’affari di parecchie migliaia di euro.

Lo smantellamento di questa immorale organizzazione ha riportato alla luce agghiaccianti situazioni del passato bisognosi di trovar giustizia. É il caso di una famiglia del Biellese che più di vent’anni fa si suicidò perché accusata di abusi. Durante il processo per pedofilia, la famiglia di Sagliano Micca scese nel garage di casa e all’interno della sua Fiat Uno verde ingoiò dei sonniferi respirando gas di scarico fino a morire. Era il cinque Giugno del 1996 ma i “demoni” coinvolti erano gli stessi di oggi. L’impianto accusatorio faceva infatti leva sulle perizie di Cristina Rocca, già coinvolta nel caso “Veleno” della provincia di Mantova basato su false accuse di pedofilia e satanismo, e Claudio Foti Direttore del Centro Studi Hansel e Gretel, psicologo coinvolto nei fatti di Reggio Emilia, psicoterapeuta, psicodrammatista ed ex marito proprio della Rocca.

Straziante il biglietto ritrovato nel luogo del suicidio: “In una nazione in cui non c’è verità né giustizia non si può vivere”.

Forti le parole della psicologa Lancellotti, al tempo consulente di parte che seguì la famiglia e che chiede oggi di mettere in luce le responsabilità dell’epoca. Parla di una famiglia distrutta dall’impossibilità di provare la propria innocenza e di un’accusa basata su una narrazione bugiarda.

Un dramma che dura da anni e che vede intere famiglie distrutte. Secondo i carabinieri, alcune vittime di questo raccapricciante sistema ad oggi adolescenti manifesterebbero forti segni di disagio, atti di autolesionismo e tossicodipendenza.

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