Proteste Iran: scontri tra polizia e studenti dell’università di Sharif

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Iran: uomini armati attaccano il principale luogo sacro sciita

Continuano le proteste in Iran per la morte della giovane donna Masha Amini. Ieri, si sono verificati scontri tra la polizia e gli studenti dell’università di Sharif.

Proteste Iran: cosa sta succedendo?  

Proseguono le proteste in Iran per la morte della giovane Masha Amini. Secondo l’ONG Iran Human Rights almeno 92 persone sono state uccise durante la repressione delle proteste. La feroce repressione si è anche verificata all’Università di Sharif, una delle più prestigiose del Paese. Secondo i media locali, infatti, l’università è stata circondata dalle forze di sicurezza iraniane che si sono scontrati con gli studenti.  Decine di studenti sono intrappolati all’interno e molti sono stati arrestati.

Alcuni studenti sono riusciti a scappare e hanno postato dei video sui social per chiedere aiuto. Hanno condiviso video che mostrano pestaggi e aggressioni anche con i coltelli. Un video mostra le forze di sicurezza che sparano gas lacrimogeni per allontanare gli studenti dal campus e si sente anche spari di pistola. Un altro video mostra le forze di sicurezza che inseguono dozzine di studenti intrappolati nel parcheggio sotterraneo dell’università. Un ragazzo afferma che decine di studenti sono stati arrestati. “Oggi è il giorno di sangue dell’Università di Sharif”, ha affermato uno studente. “Basta mettere un piede fuori dal cancello per essere sparato e arrestato. Non importa che tu sia uno studente, un professore o una ragazza con l’hijab”, ha scritto un altro studente su Twitter. “Almeno 20 persone sono state arrestate davanti ai miei occhi”, ha aggiunto un altro studente sui social.

Domenica, gli studenti hanno protestato in numerose università e si sono tenute manifestazioni in diverse città come Teheran, Yazd, Kermanshah, Sanandaj, Shiraz e Mashhad. I manifestanti hanno cantato “indipendenza, libertà, morte a Khamenei”. Le proteste in Iran non sono diminuite nonostante un numero crescente di vittime e la feroce repressione da parte delle forze di sicurezza. La polizia sta utilizzando gas lacrimogeni, mazze e, in alcuni casi, secondo video sui social media e gruppi per i diritti umani, proiettili veri.


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