Proteste in Sri Lanka: governo blocca i social media

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Soldati dello Sri Lanka fanno incursione nella segreteria presidenziale

Dopo aver introdotto il coprifuoco e lo stato di emergenza, ora il governo in Sri Lanka ha bloccato le piattaforme dei social media durante le proteste. In Sri Lanka i cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la grave crisi economica. Il Paese è alle prese con l’aumento dei prezzi, la carenza dei beni essenziali e le interruzioni di corrente. Molti affermano che la grave crisi economica sia stata esacerbata dalla cattiva gestione del governo. Secondo i critici, l’attuale crisi è stata accelerata dai profondi tagli alle tasse messi in atto dal presidente Rajapaksa durante i mesi della pandemia che ha spazzato via parti dell’economia dello Sri Lanka.

Proteste in Sri Lanka: cosa sta succedendo?

In Sri Lanka proseguono le proteste innescate dalla pesante crisi economica. Il governo ha deciso di attuare un coprifuoco in tutta la nazione dopo che le proteste sono diventate violente. Il presidente Gotabaya Rajapaksa ha anche dichiarato lo stato di emergenza. Soldati con fucili d’assalto e polizia presidiano le manifestazioni. Ora, il governo ha imposto ulteriori restrizioni. Ha infatti bloccato le piattaforme dei social media. “Il blocco dei social media è temporaneo e imposto a causa di istruzioni speciali impartite dal ministero della Difesa. È stato imposto nell’interesse del Paese e della gente di mantenere la calma”, ha detto a Reuters il presidente della Commissione per la regolamentazione delle telecomunicazioni Jayantha de Silva.

L’organizzazione di monitoraggio di Internet NetBlocks ha affermato che i dati di rete in tempo reale hanno mostrato che lo Sri Lanka ha imposto un blackout dei social media a livello nazionale, limitando l’accesso a piattaforme tra cui Twitter, Facebook, WhatsApp, YouTube e Instagram.


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