Proteste a Hong Kong. La marcia è stata annullata

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Hong Kong, 4 agosto 2019 (Elson Li/HK01 via AP)

Continuano le proteste a Hong Kong dopo tre mesi che i cittadini provano a far sentire la loro voce. In queste settimane gli hongkonghesi hanno bloccato la città con lunghe catene umane che collegavano i vari dipartimenti e appostamenti all’interno dell’aeroporto della città.

Hong Kong: le famiglie formano una catena umana per protesta

A risentirne sono stati sia il turismo che l’economia, che hanno segnato un forte calo rispetto all’anno scorso. Senza contare che una gran parte del turismo arriva anche dalla Cina continentale, i cui abitanti non vedono le proteste di buon occhio.

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Hong Kong, 4 agosto 2019 (Elson Li/HK01 via AP)

Dopo tre mesi, insomma, continuano le proteste. Demosisto – organizzazione pro-democratica – di Joshua Wong ha esortato le persone a continuare a protestare nonostante il rischio di arresto sia sempre più elevato.

Senza contare che, per questo sabato, era prevista una grande manifestazione. Una marcia pro-democrazia annullata dagli organizzatori dopo che una commissione di ricorso ha negato il permesso di tenerla. A spingere i manifestanti ad annullare l’incontro è stata la preoccupazione per la sicurezza fisica e legale dei partecipanti. Anche se, non è ancora chiaro se alcuni manifestanti si raduneranno comunque oppure no.

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Proteste a Hong Kong: l’arresto di Joshua Wong di Demosisto

Joshua Wong – attivista antigovernativo di Hong Kong – e Agnes Chow sono stati arrestati venerdì in vista delle proteste pianificate nella città. Il partito politico Demosisto ha dichiarato: “E’ stato improvvisamente spinto in un’auto privata per strada. – Poi ha aggiunto – Ora è stato scortato al quartier generale della polizia a Wan Chai.”

Wong era stato rilasciato dal carcere a giugno dopo aver scontato un mandato di cinque settimane per oltraggio alla corte.

Le manifestazioni contro la legge di estradizione

A dare inizio alle manifestazioni il disegno di legge di estradizione verso la Cina che ora sarebbe stato sospeso. La nuova legge avrebbe permesso alle persone di essere mandate nella Cina continentale per un processo nei tribunali controllati dal Partito Comunista. Insomma, una legge che veniva meno alla promessa del 1997 di gestire la città di Hong Kong con un sistema diverso da quello della Cina continentale.

Carrie Lam – capo esecutivo di Hong Kong – ha presentato rapporto a Pechino per ritirare la proposta di estradizione e dare fine a questa crisi che sta assalendo Hong Kong. Il governo centrale però, ha rifiutato la proposta e le ha ordinato di non cedere a nessuna delle richieste dei manifestanti. Questi infatti, avrebbero in tutto cinque richieste, tra cui quella di liberare i manifestanti incarcerati in quanto rappresentanti di proteste pacifiste.

Il governo centrale cinese ha condannato le proteste e ha accusato le potenze straniere di alimentare disordini. A tal proposito Twitter ha deciso di bloccare, alcune settimane fa, alcuni profili che accusavano i movimenti pro-democratici di essere addirittura dei terroristi. Mentre il ministro degli Esteri ha ripetutamente messo in guardia le altre nazioni dall’interferire a Hong Kong, ribadendo che la situazione è un affare interno.

Twitter sospende 200.000 account cinesi contro le proteste a Hong Kong

Come riporta il quotidiano TrtWorld, giovedì, la Cina ha portato truppe a Hong Kong in quella che ha descritto come una rotazione ordinaria della guarnigione. A detta del governo cinese, i soldati a Hong Kong sono lì solo per scopi simbolici.

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