Protesta del movimento delle donne in Polonia entra nelle Chiese

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La protesta del movimento delle donne in Polonia e della società civile contro la decisione della Corte costituzionale di modificare in modo restrittivo la legge sul divieto di aborto continua, si radicalizza e si estende giorno dopo giorno nella capitale e nelle altre importanti città del Paese.

La protesta del movimento delle donne in Polonia nelle Chiese?

E ieri ha rotto un tabù sfidando la Chiesa e i cattolici. Le dimostranti sono entrate in molte chiese anche durante le funzioni religiose, scandendo i loro slogan e agitando i loro manifesti. Venerdì notte i dimostranti erano stati bloccati dalla polizia mentre marciavano verso la casa del leader della maggioranza sovranista, il vicepremier Jaroslaw Kaczynski. Sabato un grande corteo era stato sciolto con cariche e lacrimogeni. Incidenti si erano avuti anche a Cracovia e Danzica. Ma le manifestazioni continuano, ignorando anche i divieti e limiti d’assembramento dovuti alla lotta contro il Covid 19. E per domani il movimento vuole bloccare il traffico in tutto il Paese a partire dalle ore 16.

“Preghiamo per il diritto all’aborto”, sono le parole scritte in nero sul manifesto del movimento femminile, accanto al fulmine nero simbolo del movimento stesso. Il cartello è stato mostrato da una donna durante la funzione religiosa nella chiesa di Nostra signora del perpetuo soccorso a Varsavia.

Cosa vogliono le donne polacche?

E’ l’azione più spettacolare e provocatoria della protesta, giunta ormai al suo quarto giorno, ma non la sola. Il movimento infatti ha postato online le riprese dell’azione con l’invito a “pregare per il diritto all’aborto” sul suo sito Facebook diffondendolo ovunque in rete. E ha lanciato i suoi piccoli gruppi di dimostranti per distribuire nelle chiese piccole immagini del manifesto stesso.

E all’esterno di moltissime chiese le donne hanno affisso un altro poster in cui è raffigurata una donna incinta crocifissa con la scritta “Tua colpa, tua colpa, tua grandissima colpa“. Le manifestanti accusano così la Conferenza episcopale polacca, la quale aveva lodato la sentenza della Corte costituzionale che, appoggiando le richieste del partito di maggioranza sovranista PiS (Legge e Giustizia), aveva dichiarato incostituzionale l’interruzione di gravidanza anche in caso di malformazioni gravi del nascituro.

Il movimento femminile, con lo slogan “to jest wojna” (“Questa è guerra”) ha annunciato per domani cortei e blocchi stradali “in auto, in bicicletta o con ogni mezzo per bloccare il traffico ovunque” e prepara uno sciopero generale nazionale in nome delle rivendicazioni delle donne di libertà di scelta sull’aborto per mercoledì.


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