Proteggere la biodiversità nel 2020 è impossibile

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I governi non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi concordati. E’ un fallimento a livello internazionale nel riuscire a proteggere la biodiversità globale e la natura, ha rivelato un rapporto delle Nazioni Unite.

Fallimento internazionale nel proteggere la biodiversità

Nel 2010, nell’ambito di Aichi Biodiversity Targets, i governi hanno concordato 20 aree chiave per proteggere la natura. Aree da recuperare entro il 2020, che includevano la fauna selvatica, le risorse naturali, le piante e i loro habitat

Ma il mondo non è riuscito a raggiungere nemmeno un singolo obiettivo. Ha mancato completamente la scadenza del 2020 per 14 obiettivi e sei di essi sono stati raggiunti solo parzialmente. Cosi ha riportato la quinta edizione del rapporto Global Biodiversity Outlook (GBO5) preparato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (CBD). Informazioni elaborate in vista del Global Biodiversity Summit in Cina del prossimo anno.

Il rapporto sottolinea che gli sforzi globali non sono riusciti ad affrontare la crescente crisi globale della biodiversità. “Nessuno degli obbiettivi concordati è raggiunto“, ha detto Amy Fraenkel, segretario esecutivo della Convenzione sulle specie migratorie (CMS).


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Azioni e impegno reale al fine di proteggere la biodiversità

Sono necessarie azioni urgente e un impegno reale per invertire la tendenza alla perdita di biodiversità. Ma sopratutto alla minaccia di estinzione di ben un milione di specie, comprese le specie migratorie di animali selvatici“, ha aggiunto.

Gli obiettivi parzialmente raggiunti includono la gestione delle specie invasive, nonché la conservazione di almeno il 17% delle aree terrestri e delle acque interne e il 10% delle aree costiere e marine.

Anche l’accesso giusto ed equo alle risorse genetiche, l’aggiornamento dei piani nazionali per la biodiversità, la promozione delle conoscenze tradizionali, indigene e scientifiche. Nonché e la mobilitazione delle risorse finanziarie per proteggere la natura hanno registrato alcuni progressi, secondo il rapporto.

I programmi di incentivi pandemici potrebbero danneggiare la natura

Le scoperte arrivano mentre il mondo è in preda alla pandemia di coronavirus, che è collegata all’allarmante perdita di biodiversità a livello globale, che ha portato a frequenti epidemie zoonotiche.

Con il degrado della natura, emergono nuove opportunità per la diffusione a uomini e animali di malattie devastanti come il coronavirus di quest’anno“, ha detto Elizabeth Maruma Mrema, segretario esecutivo della CBD.

Altrettanto preoccupante è il finanziamento irregolare dei progetti sulla biodiversità. Mentre alcuni Paesi hanno fondi a sufficienza, altri continuano a dover affrontare una crisi di risorse. Peggio ancora, i finanziamenti per progetti che danneggiano la natura continuano a salire vertiginosamente.

Questi includono 500 miliardi di dollari in combustibili fossili e altri sussidi che potenzialmente causano danni all’ambiente. 100 miliardi dei quali riguardano l’agricoltura“, ha detto il rapporto.

Tali investimenti sono in aumento, dato che i governi rilasciano miliardi di dollari in pacchetti di stimolo per il coronavirus per rilanciare l’economia senza porre restrizioni alle emissioni.

Il piano di salvataggio non prevede un tetto massimo per le emissioni di carbonio, secondo l’obiettivo di Aichi, non corrisponde all’obiettivo numero tre, quello di eliminare gradualmente gli incentivi e i sussidi ai progetti che danneggiano la biodiversità entro il 2020.

Se ci basiamo su ciò che è già raggiunto, e mettiamo la biodiversità al centro di tutte le nostre politiche e decisioni – anche nei pacchetti di recupero COVID-19 – possiamo garantire un futuro migliore per le nostre società e per il pianeta“, ha detto Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).


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Occhi puntati sul vertice sulla biodiversità in Cina

I risultati del GBO5 sarebbero un contributo cruciale per i governi che si riuniranno al Global Biodiversity Summit di Kunming, in Cina, nel maggio 2021. I colloqui erano previsti per ottobre 2020, ma sono rinviati a causa di COVID-19.

Definito come il “momento di Parigi” per la biodiversità, il summit preparerà nuovi obiettivi e traguardi. Sostituendo gli Obiettivi di Aichi per rilanciare la biodiversità globale. L’Onu sta spingendo per proteggere il 30% delle aree terrestri e marittime globali entro il 2030 per proteggere la natura.

Anche il Living Planet Report 2020, pubblicato dal World Wildlife Fund (WWF), ha rilevato un significativo calo della popolazione. Oltre 4.392 specie di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi monitorati tra il 1970 e il 2016.

Essi [i leader mondiali] avranno un’importante opportunità per aumentare l’ambizione al Summit delle Nazioni Unite sulla Biodiversità che si terrà nel corso di questo mese, in vista dei negoziati ONU sulla biodiversità del prossimo anno“, ha detto Marco Lambertini, direttore generale del WWF International.

Il rapporto ha anche suggerito un cambiamento rispetto al “business as usual” e ha delineato otto cambiamenti trasformativi. Cambiamenti neccessari per garantire il benessere umano e salvare il pianeta. La pesca sostenibile, i sistemi alimentari, la pesca, le transizioni tra oceano, terra e foreste sono tra le prime cinque raccomandazioni.

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