Project Room del MAMbo: idee artistiche non realizzate

Sono proposte di mostre e creazioni che artisti e talenti non sono riusciti a realizzare dal 1975 ad oggi

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Project Room del MAMbo
Artisti e creativi hanno trovato negli archivi alcuni progetti artistici non realizzati

La Project Room del MAMbo prosegue la sua attività con un nuovo progetto espositivo “Hidden Displays 1975-2020”. L’esposizione, ideata da MoRE è a cura di Elisabetta Modena e Valentina Rossi, realizzata col supporto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Partecipa anche la Fondazione de Mitri di Modena. La mostra è visitabile dal 7 ottobre al 9 gennaio 2022.


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Cosa presenta la Project room del MAMbo?

La mostra scaturisce da una ricerca con l’obiettivo di rintracciare le opere d’arte progettate, ma non realizzate a Bologna dal 1975. Il percorso parte dall’anno della nascita della Galleria d’Arte Moderna e progettata da Leone Pancaldi a oggi. Un lungo lavoro di ricerca in archivio e il contatto diretto con i protagonisti del sistema dell’arte cittadino. Sono emersi ricordi, esperienze, testimonianze e documenti di numerose occasioni rimaste nei cassetti degli artisti e dei curatori. Sono in esposizione una cinquantina di tracce di un racconto di fatto ancora ignoto. Documenti archivistici e progetti artistici sono volutamente presentati in modo non lineare e non cronologico.

Un progetto partecipativo e creativo

Durante il periodo di apertura della mostra saranno realizzati progetti emersi nella ricerca ed esposti in Project Room. Si inizierà sabato 11 dicembre con un’idea non realizzata di Emilio Fantin. Nella volontà delle curatrici non si tratta di re-enactment di opere ma piuttosto di post-enactment. Si tratta di una pratica curatoriale che mette in scena, l’allestimento o la realizzazione di un’opera nata originariamente in un contesto specifico. Il lavoro non realizzato è poi prodotto in un’altra situazione, anche per mano di persone diverse.

Un lavoro di archivio per trovare le idee da realizzare

Sono emerse numerose occasioni espositive rintracciate con un lavoro svolto nell’archivio del MAMbo e nei privati della città. Alcuni artisti hanno scelto di esporre i materiali originariamente sviluppati per l’opera non realizzata, mente altri hanno interpretato il lavoro in modo diverso. Hanno così trasformato la documentazione progettuale in una traccia evocativa e utile a restituirne l’idea e il senso originari. I progetti espositivi non realizzati dal 1975 ad oggi sono proposti, sviluppati da curatori, artisti, critici e storici dell’arte. Ci sono: Lorenzo Balbi, Renato Barilli, Alberto Boatto, Palma Bucarelli, Maurizio Calvesi, Germano Celant, Giorgio Celli, Roberto Daolio. Hanno partecipato anche: Mario De Micheli, Tano Festa, Guido Le Noci, Marinella Paderni, Concetto Pozzati, Maura Pozzati. Infine, Michele Corleone e Pierfrancesco Pacoda e Lea Vergine.

La ripresa di alcuni progetti non realizzati

Talenti legati al territorio hanno riproposto le opere non realizzate. Tra i collaboratori: Alessandra Andrini, Sergia Avveduti, Riccardo Baruzzi, Riccardo Benassi, Francesco Benozzo, Davide Bertocchi, Christoph Büchel. Hanno lavorato anche: William Burroughs, Calori & Maillard, David Casini, Cristian Chironi, Luca Coclite, Cuoghi Corsello, Ericailcane, Emilio Fantin, Flavio Favelli. Irene Fenara, Simone Forti, Francesca Grilli, Daniel Gonzàlez, Jannis Kounellis, Claudia Losi, Eva Marisaldi, Fabio Mauri, Paul McCarthy, Matteo Meschiari. Hanno contribuito: Giancarlo Norese, Francesca Pasquali, Stefano W. Pasquini, Chiara Pergola, Petri Paselli, Cesare Pietroiusti, Andrea Renzini, Davide Rivalta. Da citare infine: Mili Romano, Andrea Salvatori, Marco Samorè, Enrico Serotti, Ivana Spinelli, Sissi, Luca Trevisani, Eldi Vejzai, Luca Vitone e ZimmerFrei.

Un libro per la mostra “Hidden displays 1975-2020”

In occasione della mostra è pubblicato un‘opera omonima, curato da Elisabetta Modena e Valentina Rossi. Il libro è di Edizioni MAMbo realizzato su progetto grafico di Sartoria Comunicazione. L’opera organizza cronologicamente i risultati della ricerca, inevitabilmente non definitiva per il tema trattato. Inoltre, propone contributi scientifici e presenta le mostre non realizzate come capitoli di una storia dell’arte contemporanea inedita. Per comprendere a pieno il senso di Hidden Displays 1975-2020, sono le stesse curatrici Elisabetta Modena e Valentina Rossi a offrire una chiave di lettura. “Nelle nostre intenzioni, il volume e la mostra non sono da intendersi come una sfilata di fallimenti. Al contrario, i progetti raccontati aprono infatti una riflessione sul labile confine tra ciò che può essere definito come realizzato e ciò che non può esserlo. La loro dimensione materiale e reale sarà evidente nella Project Room del museo, in cui si affolleranno idee, visioni, e speranze”.

Il racconto degli artisti cittadini alla Project room del MAMbo

Il volume comprende inoltre una serie di interviste a figure che hanno caratterizzato la vita artistica della città. Sono: Adelaide Auregli, Renato Barilli, Franco Calarota, Mariuccia Casadio, Danilo Eccher, Silvia Evangelisti, Gino Gianuizzi, Claudio Marra, Simone Menegoi. Da ricordare anche: Fabiola Naldi, Maura Pozzati, Anteo Radovan, Francesco Ribuffo, Giancarlo “Ambrogio” Vitali e Luca Vitone. Il catalogo si chiude con una postfazione di Marco Scotti. Le schede critiche sono curate da Ilaria Bignotti, Anna Bottoli, Monica Masucci, Elisabetta Modena, Claudio Musso, Fabiola Naldi, Valentina Rossi e Anna Zinelli.

Immagine cartella stampa.