Professore di Harvard miliardario grazie al virus

Dieci anni fa il professor Timothy Springer ha investito nella sua promettente azienda di biotecnologie che oggi l’ha reso miliardario

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Un investimento che si è rivelato più che azzeccato quello di Timothy A. Springer, 72 anni, docente di biologia presso l’Università di Harvard con un certo fiuto per gli affari.

La società Moderna, costituita dall’accademico una decina di anni fa, è oggi una delle principali imprese nel settore delle biotecnologie e l’unica ad aver iniziato la sperimentazione sull’uomo di un vaccino per il covid-19.

Molti scienziati avviano aziende ma pochi hanno successo” ha spiegato il docente al quotidiano Forbes, proseguendo:“Sono un investitore attivo e anche uno scienziato molto rigoroso”.

In questi giorni, la società dell’accademico ha registrato un incremento del 12% del valore delle proprie azioni, un risultato ancor più sorprendente considerato l’andamento generale del mercato azionario in continuo calo.

Moderna è stata la prima società a iniziare i test sull’uomo il 16 marzo a Seattle e il valore delle sue azioni è quasi triplicato a seguito della classificazione di “pandemia” da parte dell’OMS, l’11 marzo.

Secondo il quotidiano Forbes con la quota azionaria del 3,5% l’investimento di Springer si aggira attorno al miliardo di dollari statunitensi e lo stesso amministratore delegato di ModernaStéphane Bancel, può contare in un investimento stimato in 2,1 miliardi di dollari.

Tale successo è seguito alla dichiarazione rilasciata martedì dalla società di Cambridge, in Massachusetts, con la quale è stata annunciata l’intenzione dell’americana Food and Drug Administration (FDA) di accelerare le pratiche per testare la propria formula come vaccino anti-coronavirus. 

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Scienziato imprenditore o imprenditore scienziato?

Oltre ad aver dimostrato un certo istinto imprenditoriale, dal 1977 Springer è professore di chimica biologica e farmacia molecolare presso l’Harvard Medical School, dove attualmente fa da tutor ai dottorandi.

In fondo rimango uno scienziato – ha spiegato il docente alla rivista Forbes – adoro scoprire cose nuove”.

Nel corso dei suoi studi come immunologo a Harvard Springer ha scoperto alcune molecole associate alla funzione linfocitaria che hanno portato allo sviluppo di una serie di principi attivi poi approvati dalla FDA.

La sua prima incursione nell’imprenditoria è avvenuta nel 1993 con la costituzione ella società LeukoSite, azienda di biotecnologie diventata famosa nel 1998 e acquisita l’anno successivo dalla Millennium Pharmaceuticals per per una somma di 635 milioni di dollari.

Dall’affare Springer aveva ricavato circa 100 milioni di dollari in azioni.

Nel 2010 è stato uno dei soci fondatori di Moderna, investendo nell’impresa all’incirca 5 milioni di dollari. Oggi, a un decennio di distanza, quell’investimento iniziale ha acquisito il valore di 870 milioni di dollari

Molto prima che il coronavirus emergesse sul panorama internazionale Springer stava già pensando a come la rivoluzionaria tecnologia dell’mRNA della sua società potesse aiutare nello sviluppo dei vaccini.

L’idea ci è venuta con un certo anticipo – ha spiegato l’accademico a Forbes – Ecco perché abbiamo investito nella sperimentazione sull’uomo attraverso diversi tipi d’influenza, tipi che normalmente non si vedono nelle epidemie ma che potrebbero emergere e dare inizio a una nuova pandemia. Siamo sempre stati consapevoli che sarebbe potuto accadere un simile scenario”.

Anche se Moderna rappresenta la maggiore scommessa di Springer, al momento il docente sta investendo in altre tre piccole start-up biotecnologiche quotate in borsa: Selecta Biosciences Scholar Rock di cui è co-fondatore e di cui si serve per la propria ricerca ad Harvard, nonché la Morphic Therapeutic.

A quanto pare il denaro non ha cambiato la quotidianità del docente, che continua a utilizzare la sua bicicletta per recarsi al suo laboratorio di Cambridge, in Massachusetts.
A suo dire, l’unico lusso che si concede è tutto rivolto alla casa: “Mi piace fare giardinaggio e collezionare pietre… Non ho bisogno di soldi, ho uno stile di vita da accademico”.

Springer ha reinvestito parte della sua fortuna a favore della comunità scientifica: nel 2017 ha donato 10 milioni di dollari per fondare l’Institute for Protein Innovation, un’organizzazione nonprofit indipendente dedicata alla ricerca e al sostegno finanziario degli imprenditori determinati a realizzare le proprie idee nell’ambito delle biotecnologie.

Mi piace investire per mio conto ma mi piace anche molto la filantropia attiva”, ha affermato il professore di Harvard. “Il motivo per il quale ho fondato l’Istituto non è solo quello di sviluppare nuovi anticorpi affidabili che possano essere utilizzati dagli scienziati di tutto il mondo per la scoperta biologica ma è anche di rendere disponibile una nuova tecnologia che permetterà di fare molte più scoperte”.

Springer non è l’unico ad essersi arricchito nella battaglia contro il Covid-19. Le fortune di alcuni magnati della sanità sono notevolmente incrementate a seguito della dichiarazione di pandemia da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’11 marzo 2020.

Dal canto suo, il professore si dice ottimista del fatto che il proprio settore di studio continuerà la sua rapida ascesa anche quando l’emergenza sarà trascorsa: “Prima eravamo accusati di far pagare troppo i farmaci – ha dichiarato l’accademico – Ma ora tutti si rendono conto di come la biotecnologia ci verrà in soccorso”.

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