Procuratore William Barr paragona il lockdown alla schiavitù

Il procuratore generale americano William Barr ha affermato che le richieste di lockdown a livello nazionale per prevenire la diffusione del virus sono state "la più grande intrusione nelle libertà civili" nella storia "oltre alla schiavitù"

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William Barr paragona

Il procuratore generale William Barr ha espresso un’altra delle sue “perle di saggezza”. Ha infatti paragonato il lockdown imposto dagli Stati per cercare di fermare la diffusione del coronavirus alla schiavitù. Barr ha affermato ciò durante la celebrazione del Giorno della Costituzione all’Hilsdale College.

William Barr: “Il lockdown come la schiavitù”

Il procuratore generale William Barr non finisce mai di stupire. Da quando il presidente Trump lo ha nominato procuratore generale ogni giorno è oggetto di critiche. Infatti invece di difendere gli interessi dei cittadini americani difende quelle del Presidente.

Tutte le volte che deve fare un discorso offre una visione inusuale di come dovrebbe essere un Procuratore Generale. Ieri, durante la celebrazione del Giorno della Costituzione, ha superato ogni limite di decenza. Barr ha infatti paragonato il lockdown imposto per limitare la diffusione del Covid-19 alla schiavitù.

Parlando ad un evento all’Hilsdale College Barr ha dichiarato: “Emettere un lockdown nazionale, emettere degli ordini di stare a casa è come condannare le persone agli arresti domiciliari. A parte la schiavitù, che era un diverso tipo di ordine, questa è la più grande intrusione alla libertà civile nella storia americana”.

Ha poi continuato dicendo: “La maggior parte dei Governatori hanno fatto ciò che fanno i burocrati… hanno sfidato il buonsenso. Hanno trattato i cittadini liberi come dei bambini che non si possono assumersi le responsabilità di se stessi e degli altri“. Ha inoltre aggiunto: “Le persone, gli uomini d’affari devono essere liberi di scegliere la libertà di come guadagnarsi da vivere. Non puoi imporre le mascherine”.

Durante l’evento il Procuratore ha anche criticato centinaia di procuratori del Dipartimento di Giustizia che lavorano con lui paragonandoli a dei bambini in età pre-scolare. Secondo lui, infatti, i suoi colleghi si comportano come bambini quando affermano che ha politicizzato il Dipartimento , mettendolo al servizio del presidente Trump.

Le critiche alle parole di Barr

Dopo queste osservazioni Barr ha subito grandi critiche.

Il democratico numero 3 alla Camera, James Clyburn, ha affermato che il paragone tra il lockdown e la schiavitù fatto da Barr è la “cosa più ridicola e terribile che abbia mai sentito”.

Clyburn ha infatti asserito: “Penso che la dichiarazione del signor Barr sia stata la cosa più ridicola e terribile che io abbia mai sentito. E’ incredibile che il funzionario capo delle forze dell’ordine in questo Paese abbia equiparato la schiavitù umana all’ordine, tramite la consulenza di esperti, per salvare vite. La schiavitù non riguardava salvare vite, si trattava di svalorizzare vite”.

Il confronto di Barr tra il lockdown e la schiavitù è assurdo. Infatti, i blocchi imposti dagli Stati all’inizio della pandemia miravano a salvare vite umane in assenza di un solido sistema nazionale di test e tracciamento per contenere la diffusione del virus. Invece la schiavitù è stata il degrado sistemico e la tortura di essere umani trattati legalmente come proprietà per secoli.

Molti repubblicani difendono il Procuratore

Anche molti repubblicani hanno criticato le affermazioni del procuratore Barr. Tuttavia, i repubblicani fedeli al presidente Trump hanno difeso con tutte le forze le parole di Barr.

Il senatore Ted Cruz ha affermato: “I democratici a Washington hanno sostenuto chiusure massicce e draconiane per ragioni politiche non guidate dalla scienza medica ma dal loro desiderio partigiano di sconfiggere il presidente Trump a novembre”.


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