Iraq: 15 anni fa iniziava il processo a Saddam Hussein

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Il 19 ottobre 2005 in Iraq inizia il processo all’ex-dittatore Saddam Hussein. Le forze statunitensi, con l’Operazione Alba Rossa, catturano l’ex presidente iracheno il 13 dicembre 2003 nei pressi di Tikrit. I venticinque anni di governo di Saddam Hussein si concludono con la sua esecuzione. Il 30 dicembre 2006 Saddam Hussein muore per impiccagione.

Come si sviluppa il processo a Saddam Hussein?

Il processo all’ex-dittatore iracheno Saddam Hussein si sviluppò in numerose tappe nell’arco di poco più di un anno. Il processo a Saddam Hussein fu controverso e criticato. Avvenne sotto l’amministrazione statunitense, con l’istituzione di un tribunale speciale nel 2003, a pochi giorni dalla cattura. La prima udienza si tenne a Bagdad dopo quasi due anni di detenzione. Alla sbarra, insieme a Saddam Hussein, altri sette coimputati per la strage di Dujail. Tutti gli imputati si dichiararono innocenti e affermarono di non riconoscere legittimità al tribunale che li stava processando. Dopo la prima udienza, come da previsione, l’avvocato difensore chiese un rinvio per studiare tutti i capi d’accusa.

Quali sono le tappe nel processo?

Le tappe del processo a Saddam Hussein, nello specifico, furono le seguenti: 4 settembre 2005Saddam Hussein è alla sbarra con altri sette coimputati 19 ottobre 2005- inizio del processo, l’accusa è di crimini contro l’umanità 21 dicembre 2005- sesta udienza, in cui l’ex-dittatore accusa gli americani di tortura 14 febbraio 2006- Saddam Hussein annuncia il primo sciopero della fame per protesta 1 marzo 2006- l’ex-dittatore, in aula, rivendica la strage di Dujahil 15 marzo 2006- mentre è in aula Saddam Hussein spinge gli iracheni a ribellarsi contro gli Usa 19 giugno 2006- l’accusa chiede la condanna a morte per Saddam Hussein 22 giugno 2006- l’imputato inizia un altro sciopero della fame 26 luglio 2006- Saddam Hussein protesta in aula per l’impiccagione prevista 6 novembre 2006- inizia il processo d’appello 26 dicembre 2006Corte D’Appello conferma la condanna a morte per Saddam Hussein accusato di crimini contro l’umanità


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L’esecuzione di Saddam Hussein

Il 30 dicembre 2006, alle 6:00 ora locale, fu eseguita l’esecuzione di Saddam Hussein. L’ex-dittatore morì così per impiccagione. Prima dell’esecuzione Saddam Hussein esortò il popolo iracheno a rimanere unito. Ovunque nel mondo si diffuse il video dell’esecuzione. I media trasmisero gli attimi precedenti all’apertura della botola sotto i piedi del condannato. Successivamente furono diffusi altri due filmati, uno che inquadrava il cadavere dopo l’esecuzione e l’altro che riprendeva l’esecuzione integralmente. Queste riprese mostrano chiaramente lo scherno al quale Saddam Hussein venne sottoposto prima dell’impiccagione. Ciò causò non poco imbarazzo al governo iracheno e indignazione internazionale.

Critiche all’esecuzione di Saddam Hussein

Come prevedibile, le reazioni all’esecuzione di Saddam Hussein furono le più diversificate sul panorama internazionale. Se da una parte Gran Bretagna e Stati Uniti non nascosero la loro soddisfazione, l’Unione Europea criticò fortemente le modalità di esecuzione e la pena di morte in generale. L’Unione Europea, Amnesty International e Human Rights Watch evidenziarono come durante il processo mancò totalmente una tutela ai diritti della difesa, trasformando il processo in una vendetta. Criticarono la spettacolarizzazione del processo e della stessa esecuzione. Accusarono non molto velatamente il governo iracheno e l’amministrazione statunitense di aver esercitato forti pressioni sul Tribunale Speciale. Massimo D’Alema, Ministro degli Esteri italiano di quel periodo, dichiarò: <<Condanna netta, severa, inflessibile di chi si è macchiato di crimini orrendi, ma l’Italia è contraria all’esecuzione>>.

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