Primo sciopero in Italia contro il gruppo Stellantis

0
290

Lo stop alla produzione, per una settimana, nello stabilimento Sevel di Atessa ha provocato la prevedibile reazione: il primo sciopero in Italia contro Stellantis.

Quando e come si svolgerà il primo sciopero sindacale?

Alcune avvisaglie c’erano state anche prima, con tentativi di mobilitazione negli scorsi mesi. Qui però si tratta decisamente di una faccenda diversa, anche perché si tratta della prima manifestazione di questo tipo indetta in Italia verso il colosso automobilistico. Ad organizzarlo la Fim Cisl.


Semestre in attivo per Stellantis ma con riserva


Posti in pericolo

“Si è conclusa con un nulla di fatto la seconda riunione tra direzione, le segreterie provinciali e Rsa, volta ad evitare il conflitto. Ora si va dritti allo sciopero, sono in pericolo 705 posti di lavoro e anche il futuro dello stabilimento Stellantis di Sevel in Abruzzo” sono le parole di Ferdinando Uliano, Segretario Generale di Fim Cisl. “Non è mai successo nella storia di Fca e Fiat che i livelli occupazionali del personale interno fossero così bassi e il numero dei lavoratori somministrati fosse invece così elevato e per un periodo così lungo”.

Alcuni dati

“Alcuni dati per comprendere l’assurdità di questa situazione” ha continuato Uliano. “Nel 2016 si sono prodotti 290.000 furgoni e i lavoratori Sevel a tempo indeterminato erano 6.059; nel 2021 l’obiettivo è oltre 300.000 veicoli e i lavoratori Sevel sono 5.670 e i somministrati sono attualmente 705 (625 somministrati in staff leasing e 80 a tempo determinato). Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato l’azienda ad assumerli e non abbiamo avuto risposte. Abbiamo aperto la procedura di raffreddamento prevista dal contratto prima di procedere ad aprire il conflitto, ma anche questa iniziativa non ha portato a nulla di fatto. Quella di oggi è la prima dichiarazione di sciopero che le organizzazioni sindacali fanno nel nostro Paese contro il nuovo gruppo Stellantis. È per noi inaccettabile il silenzio sugli oltre 705 somministrati che getta ombre rispetto al futuro dello stabilimento”.

Non c’è più tempo

“Ora il tempo è scaduto, nella prossima settimana la Rsa deciderà le modalità di effettuazione dello sciopero. Il nostro obiettivo è definire un percorso per trasformare in dipendenti i lavoratori in somministrazione a tempo indeterminato, avere garanzie sulle proroghe di quelli a tempo determinato e la costituzione di un diritto di precedenza per futuri ingressi ai 133 somministrati che nei mesi scorsi non sono stati confermati” è la conclusione. Le premesse dunque non sono buone: adesso si attende la prossima mossa di Stellantis.