Primo giorno di elezioni: come è andata?

Primo giorno di elezioni: l'affluenza è in media attorno al 39,4%, più alta nelle regioni con amministrative o regionali

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exit poll

Ieri è stato il primo giorno di elezioni, una giornata molto importante che ha coinvolto tutta italia. Oggi si potrà ancora votare, ma i seggi chiuderanno alle 15. In particolare, si sta votando per il referendum sul taglio costituzionale, ma anche per le elezioni regionali in: Toscana, Puglia, Marche, Veneto, Campania, Liguria e Valle D’Aosta. Inoltre, ci sono le amministrative in quasi 100 comuni e le elezioni suppletive del Senato in Sardegna e Veneto.

Primo giorno di elezioni: l’affluenza è di circa il 40%

Alle 23 di domenica sera, si è registrata un’affluenza del 39,4%. Questo dato è risultato più alto nelle regioni in cui si sono svolte anche le elezioni regionali. In particolare, la regione con una maggiore affluenza è stata la Valle D’Aosta, con il 54,2%. Seguono poi il Veneto con il 46,1%, la Toscana con il 45,3%, le Marche con il 42,7%, la Puglia con il 39,9%, la Liguria con il 39,8% e infine la Campania con il 38,8%.

Ci sono state inoltre regioni con un’affluenza molto bassa, come Sicilia, con il 24,78% e Sardegna con il 23,41%.

In ogni caso, dai dati dell’affluenza risulta che, mentre le amministrative e le regionali, sono state particolarmnte sentite, il voto del referendum non ha coinvolto molti elettori.

La fuga dei presidenti

Queste sono state le prime elezioni ” ai tempi del coronavirus” e tra mascherine e igienizzante tutto sembra essere andato bene. Non sono di certo mancati i problemi, infatti ci sono state alcune criticità in tutta Italia.

In particolare, la cosiddetta “fuga dei presidenti”. Per timore del virus e dei contagi, numerosi presidenti di tutta Italia non si sono voluti presentare ai seggi. Questo problema si era presentato ben prima di ieri, e aveva costretto numerosi comuni a trovare altri scrutatori. Sono oltre 200, i volontari della Protezione civile che sono stati chiamati a sostituire gli assenti.

A Milano, un centinaio di persone hanno rinunciato all’ultimo minuto alla loro mansione nei seggi. Si è realizzata così una vera e propria caccia sui social. Lo stesso è successo a Genova, dove un terzo degli scrutatori ha deciso di non presentarsi. Il comune ha cominciato a pubblicare annunci su Facebook, per reclutare sia scrutatori che presidenti. A Firenze, la situazione non è molto diversa, per paura dei contagi un presidente su tre non ha voluto presentarsi.

Tuttavia, la situazione più allarmante si è verificata a Bari, dove il 70% dei presidenti di seggio ha deciso di rinunciare al proprio ruolo. Dobbiamo però considerare, che una volta ricevuta la nomina ( di presidente o scrutinatore), in caso di rinuncia o assenza è obbligatorio dare una comunicazione. In caso contrario si va incontro a sanzioni penali.

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