Prime multe per il green pass: cosa sta succedendo?

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La seconda settimana di controlli sembra aver ridotto la tolleranza e iniziano a fioccare le prime multe per il green pass. Da chi se lo fa inviare dall’amico a chi non lo vuole esibire perché, secondo lui, è incostituzionale. Vediamo più nel dettaglio cosa sta accadendo.

Quali sono le prime multe per il green pass rese note?

Vista l’aria che si respira nelle piazze e sui social era scontato che non sarebbe passato molto tempo prima di aver notizia delle prime multe per il green pass. Si può immaginare una lieve tolleranza nei primi giorni ma ora sicuramente la norma è chiara per tutti. Ma rimangono in circolazione i furbetti o chi crede che il green pass sia un provvedimento incostituzionale. Infatti arriva da Milano la notizia di un giovane poco più che vent’enne che ha fatto insospettire il proprietario di una palestra. Ha esibito un green pass che non riportava il suo nome e il gestore ha chiesto spiegazioni e poi, non soddisfatto, ha chiamato la polizia. Se il green pass risulterà falsificato scatterà anche la denuncia. Sempre nel milanese un signore di 68 anni si è rifiutato di esibire la certificazione nonostante fosse in un area di un cinema all’aperto. Altro episodio, nel trevigiano ora, dove 5 persone erano senza green pass all’interno di una sala scommesse. Per loro scatta una multa tra i 400 e i 1000 euro. A Padova invece un tunisino ha tentato ripetutamente di sedersi in un bar nonostante fosse sprovvisto di green pass. Per lui è arrivato un ordine di espulsione e ora attende in un centro per il rimpatrio.

Il green pass è davvero anticostituzionale?

Nonostante si creda che la legge vada interpretata, alla fine questa domanda ha una sola risposta: no! Una legge è anticostituzionale solo se va contro un articolo della Costituzione. Sappiamo bene che la legge Italiana è macchinosa e talvolta lenta, ma gli articoli sono ben chiari e, in particolare, l’articolo 16. “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità e sicurezza.” Chiaro no? Di conseguenza il green pass è istituito dal Decreto legge 105/2021 ed è vincolante come la legge. Infine c’è chi cita il regolamento europeo 953/21 che dice che non si può usare la vaccinazione come vincolo per la libera circolazione tra stati UE. Ma nelle normative di ogni singolo stato membro si recita testualmente: “Gli stati membri possono limitare il diritto fondamentale alla libera circolazione per motivi di sanità pubblica”. Insomma, se vi ferma un pubblico ufficiale e reclamate la “libertà negata” sappiate che vi costerà una multa salata perché avrete torto.

Nodo lavoratori e mense

In questi giorni continua la confusione sulla gestione dei lavoratori e delle mense. I maggiori esponenti dei partiti politici hanno già espresso la loro opinione ma al momento le condizioni non sembrano cambiare. In un’azienda torinese di componenti elettronici è stato dichiarato per domani 13 agosto uno sciopero di due ore. Tramite i sindacai hanno fatto sapere che le disposizioni, secondo loro, discriminano i lavoratori non vaccinati da quelli vaccinati. Nelle caserme militari invece è stata rilasciata una circolare dove si equipara la mensa a un attività di servizio, quindi non è necessario il green pass. Rimane però obbligatorio anche nelle strutture militari per palestre, piscine, ristornati e bar al chiuso. La paura che trapela nel mondo lavorativo è che in caso di obbligatorietà si teme che diventi una scusa per alcune aziende per licenziare dipendenti.

Nulla di fatto ancora per le scuole

I sindacati non riescono a trovare un accordo per regolamentare il ritorno a scuola di insegnanti e studenti. Il Protocollo per la sicurezza rimane ancora senza firma ma si dovrà trovare un’intesa entro fine agosto. In tempo per l’inizio delle attività scolastiche. I nodi da sciogliere siano green pass, distanziamento, mascherina in classe, tamponi e controlli. Insomma, le norme anticovid a 360gradi.


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