Prima morte per sigaretta elettronica in Belgio

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Raphaël Pauwaert passerà alla storia come la prima vittima in Belgio per un’infezione polmonare, riconducibile ad una sostanza tossica assorbita con la sigaretta elettronica. Raphaël ha ricevuto come regalo per i suoi diciotto anni uno svapo e lo ha testato una sera in famiglia con un prodotto a base di cannabis.

Il prodotto utilizzato dal ragazzo era il cannabidiolo, un componente di canapa popolare e legale con lievi proprietà lenitive, miscelato con olio di vitamina E, illegale e probabilmente trovata sul mercato nero. A questo mix letale gli investigatori attribuiscono la morte del diciottenne belga. Una morte che ricorda una quarantina di casi simili avvenuti in America.

Il legame con la sigaretta elettronica è stabilito. Non c’è altra spiegazione per una polmonite così grave in questo paziente“, ha detto il ministro della Sanità Maggie De Block, interrogata al parlamento belga, dopo che diversi rapporti dei media si erano occupati della morte del giovane Raphael.

Il dibattito sul controllo dei prodotti derivati dalla cannabis si infiamma in Belgio e Bruxelles promette di rafforzare la sua legislazione.

Secondo le autorità sanitarie francesi, invece, nonostante la morte di Raphaël, le sigarette elettroniche restano meno dannose della sigaretta tradizionale a base di tabacco. Tuttavia non possono essere riconosciute come strumento in grado di aiutare le persone a smettere di fumare, come pubblicato in un rapporto di luglio dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), poiché sono “innegabilmente dannose“.

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