Prima centrale nucleare in Egitto: i lavori proseguono regolarmente

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Egitto: i lavori alla centrale nucleare proseguono.

Nemmeno l’emergenza coronavirus e le restrizioni introdotte dal Governo egiziano hanno ostacolato i lavori relativi alla costruzione della prima centrale nucleare a El Dabaa. Il progetto è stato avviato dopo un accordo stretto nel 2015 tra Egitto e Russia, con il Paese guidato da Putin che ha garantito un prestito di 25 miliardi di dollari. In questo periodo, a causa della pandemia da Covid-19, anche nello Stato nordafricano si è deciso di fermare alcune attività e di rimandare dei grandi cantieri. Nonostante ciò, la progettazione della struttura elettronucleare prosegue senza sosta.

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Grigoriy Sosnin, direttore e responsabile del progetto di El Dabaa, raggiunto dal portale Asharq Al-Awsat, ha spiegato che la società che gestisce e controlla i lavori ha ottenuto l’autorizzazione a procedere perché ha garantito l’introduzione di una serie di misure precauzionali allo scopo di tutelare la salute di dirigenti e dipendenti. Ad esempio, è stato limitato l’ingresso al cantiere di persone giunte in Egitto di recente, mentre le riunioni e i vertici aziendali si stanno tenendo costantemente in videoconferenza, rispettando quindi la regola del distanziamento sociale.

Egitto: la prima centrale nucleare sorgerà a El Dabaa.

La supervisione del progetto della prima centrale nucleare egiziana è ad opera della Rosatom, società pubblica russa specializzata proprio nel settore. L’imponente struttura sorgerà a El Dabaa, città che si trova nei pressi del Mar Mediterraneo, a circa 130 chilometri a nord-ovest del Cairo. L’impianto sarà formato da quattro reattori nucleari, ognuno dei quali dotato di una capacità di 1.200 megawatt, per un totale di 4.800 megawatt.

Egitto: la prima centrale nucleare dovrebbe entrare in funzione tra sette anni

Sosnin, che ricopre anche la carica di vicepresidente di Atomstroyexport, ha dichiarato che tutto sta procedendo regolarmente sia nel cantiere che da remoto, tramite incontri e confronti in videoconferenza. Inoltre ha aggiunto che se tutto dovesse continuare così, senza alcun intoppo, tra sette anni il primo reattore nucleare dovrebbe entrare in funzione, ovviamente dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni e aver superato i controlli di sicurezza. Da quel momento, gradualmente dovrebbero essere attivati anche gli altri tre.

Rosatom: società pubblica russa specializzata nel nucleare.

Il dirigente russo non si è detto preoccupato dall’emergenza coronavirus in merito ai lavori della prima centrale nucleare egiziana, ricordando che Rosatom fin dall’inizio dell’epidemia ha attivato una serie di protocolli di sicurezza. Non a caso, stanno andando avanti i progetti della società russa anche negli altri Paesi in cui è presente. Ad ogni modo, Sosnin ha comunque sottolineato che l’azienda ha come sua priorità la tutela della salute di tutti i suoi dipendenti.

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