Il massafrese Pino Presicci è stato invitato a Roma per la fondazione dell’Associazione di Cultura Politica “Libertà e Conoscenza

Di Pietro Dragone

Prende vita una nuova associazione culturale a Roma, ne farà parte anche il massafrese Pino Presicci. Presidente dell’Associazione il prof. Pellegrino Capaldo, professore ordinario dell’Università La Sapienza di Roma, intellettuale cattolico ed economista, già figura eminente del mondo bancario.

Le persone che hanno firmato l’atto costitutivo dell’Associazione di Cultura Politica “Libertà e Conoscenza”, insieme ad altre che si sono aggiunte inseguito come soci costituenti, provengono da varie città e da storie diverse.


Il Prof. Pellegrino Capaldo

Come diverse sono naturalmente le “epoche” di cui fanno parte gli aderenti, ma in questa fase storica di grandi disuguaglianze sociali e di disorientamento generale, sono certi di condividere alcuni valori fondamentali da diffondere nuovamente per proseguire la modernizzazione del Paese, attraverso la promozione della conoscenza e la formazione di un capitale umano capace di formare al meglio le competenze necessarie.

“Il rispetto della Carta Repubblicana e del Magistero Sociale della Chiesa impongono per il loro impatto devastante, una maggiore attenzione ai temi dell’Ambiente e della distorsione dell’Economia reale operata da spregiudicate alchimie finanziarie.”  Sono le parole pronunciate dal Presidente prof. Pellegrino Capaldo, all’apertura dei lavori assembleari.

L’augurio rivolto dal Presidente va a tutti i soci fondatori, “di rendere questo gruppo vero artefice di innovazione culturale tale da destare le coscienze del nostro paese e dei giovani in particolare, a cui guardiamo con interesse e passione formativa. Desideriamo offrire un orizzonte di Cultura Politica lontana dalle ideologie e dai partiti politici”.

Nel discorso è stata annunciata una scuola di formazione Politica di respiro nazionale e sul sito “libertaeconoscenza.org” verrà istituita la FaD, Formazione a distanza. Ci saranno poi dei referenti regionali che provvederanno ad ampliare il programma rispetto alle problematiche delle varie realtà regionali e provinciali.

Il presidente ha poi dato la parola al dott. Presicci che dopo i ringraziamenti al presidente Capaldo e a tutti i soci per “l’inatteso ma gradito invito che non ho potuto disattendere” è passato a presentare la sua attività a servizio della città di Massafra.  

Il Dott. Pino Presicci

Di seguito il discorso integrale del Dott. Presicci.

Provengo da una città, Massafra, nella quale mi sono sempre interessato di Cultura Politica, nel 2009 ho fondato e tuttora presiedo l’Associazione “Conoscere e Agire” il nostro Presidente onorario è il Prof. don Cosimo Damiano Fonseca Accademico dei Lincei, al quale va il mio ringraziamento e quello del Direttivo per il contributo e il sostegno ricevuto in questi anni. Abbiamo promosso sei corsi di formazione offrendo alla città l’occasione per crescere,sotto il profilo sociale, civico e politico; attraverso la diffusione dei valori della Costituzione Repubblicana e della Dottrina Sociale della Chiesa. Provengo da esperienze nel Volontariato e nell’Associazionismo. Oggi Terzo Settore.

Sono stato membro della Segreteria Organizzativa Diocesana della Scuola di Formazione Socio-Politica. Ho collaborato con la testata on-line CorrierePL.it, per cinque anni Consulente HR presso una nota Agenzia per il Lavoro di Bari. Ho presieduto per quattro anni la Consulta delle Associazioni una stupenda realtà cittadina. Il mondo associativo di Massafra è forse, la parte più preziosa della città, la struttura sociale e connettiva del territorio.

Le Associazioni sono le comunità intelligenti, perché nascono dal basso, in quanto conoscono i veri bisogni del territorio. Le Associazioni svolgono un proficuo lavoro di conservazione e cura delle nostre tradizioni. Purtroppo non sempre apprezzato e valorizzato dall’attuale civica Amministrazione. Direi che manca una Cultura Politica e di conseguenza un Agire Politico privo di progettualità.

Lei, caro Presidente, pocanzi faceva riferimento alla nascita di una scuola di Cultura Politica. Sono lusingato per avermi inserito, insieme ad altri due docenti universitari, nel gruppo dei responsabili che provvederà alla organizzazione di tale scuola. Io penso che la nascita di una scuola di formazione Politica sia un grande atto di civiltà che si pone dentro lo sforzo di superare il rapporto tra “spazio di esperienza” e “orizzonte di aspettativa”. A questo serve una scuola di formazione: a indagare possibilità di governance e a mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere e di sapere.

L’uomo, in tutte le sue fasi esistenziali, è l’unico vero fine dell’agire politico. La politica deve essere sempre al servizio dell’uomo per aiutarlo a realizzarsi personalmente e socialmente.

La scuola che vogliamo deve essere un centro di pensiero e di riflessione, di sviluppo delle idee, di preparazione personale e collettiva, un luogo nel quale ognuno possa portare la propria esperienza e condividerla con altri per uscirne arricchito nelle competenze tecniche, nel bagaglio storico-culturale ed etico.

2 COMMENTS

  1. MESSAGGIO DI ADESIONE ALL’ASSOCIAZIONE LIBERTÀ E CONOSCENZA

    Auguro all’Associazione Libertà e Conoscenza il successo che merita. L’allarme per il declino di una nazione che ha smarrito radici e identità culturale risale, nelle menti più consapevoli, almeno agli ultimi vent’anni, anche se in questi anni più recenti tale allarme s’è rivelato di sempre maggiore gravità e urgenza.
    Già nell’Italia della seconda repubblica, incomparabilmente di più che nella prima, dilagavano il cinismo e l’ottusità verso una prestigiosa tradizione culturale, italiana ed europea, e per i suoi valori universali. Non è un caso che oggi i danni più sintomatici si registrano nell’amaro declino della funzione della scuola a tutti i livelli e dell’università e della ricerca scientifica. Sono inquietanti la stagnazione e l’inerzia delle maggiori istituzioni culturali e accademiche, che oggi conducono una vita sempre più difficile. Ma dov’erano queste istituzioni e gli intellettuali blasonati quando già negli ultimi decennî del secolo scorso, incoraggiati anche da superficiali opinionisti della grande stampa, si sperimentavano pedagogie dissennate e si favoriva un’idea di attualità a tutti costi (si ricordi, per esempio, il privilegio concesso nei programmi di letteratura o di storia agli autori e agli eventi contemporanei)? Dove erano quando una classe politica miope e improvvisatrice, precorrendo quella ancor più miope di oggi, giocando cinicamente con le macerie di un edificio sotto assedio, si mostrava irresponsabilmente latitante di fronte a un vero e proprio analfabetismo di ritorno che ha permesso di sfornare diverse leve di diplomati e laureati incapaci di scrivere in corretta ortografia e senza sfregi alla grammatica e di pensare criticamente?
    Mai come oggi l’università e la ricerca scientifica sono abbandonate a se stesse, senza pur minimi criterî meritocratici (anche per le campagne mediatiche alla fine del secolo scorso, che, insieme alla giusta denuncia di alcuni scandali concorsuali, finirono purtroppo per aprire la strada a concorsi cosiddetti locali nelle università, gettando il bambino con l’acqua sporca).
    Come pensare allora che un governo come l’attuale, che, di fronte a una situazione tanto disastrata, sa solo tirare fuori proposte grottesche, a cominciare da quelle concernenti la situazione economica del paese, possa avere una nozione anche vaga della gravissima situazione culturale della nazione? Che cosa può avere a che fare con la cultura e con la scienza e con la storia più autentica dell’Italia unita una guida politica che non sa proporre di meglio che boutades da osteria?
    Grato per l’attenzione, invio cordiali saluti
    Giuseppe Antonio Camerino

    Professore Emerito di Letteratura Italiana
    giuseppeantonio.camerino@unisalento.it

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